Verstappen sfida il simulatore: «Serve la pista per capire davvero la macchina»
24/01/2026 18:40:00 Tempo di lettura: 3 minuti

Max Verstappen entra nel 2026 con un approccio controcorrente: mentre la Formula 1 si prepara a una rivoluzione tecnica senza precedenti ancora tutta affidata al mondo virtuale, il campione olandese rifiuta l’idea di rifugiarsi nel simulatore e rivendica il valore insostituibile della pista. In un paddock che corre verso la complessità, lui sceglie la semplicità del volante reale.

“Non passo troppo tempo al simulatore”: la filosofia Verstappen

Verstappen sfida il simulatore: «Serve la pista per capire davvero la macchina»

Alla vigilia della sua dodicesima stagione in Formula 1, Verstappen ha chiarito il proprio metodo di lavoro: meno ore davanti agli schermi del simulatore, più chilometri reali.

Alla presentazione della livrea 2026 della Red Bull — applicata su una vettura dummy in attesa del debutto del nuovo modello nei test di Barcellona — il quattro volte campione del mondo ha spiegato così il suo approccio:

«Molte di queste cose sono state decise tardi. Ho ancora tempo per padroneggiare tutto. Non bisogna imparare subito: bisogna uscire a guidare, provare, ottimizzare. Ecco perché non passo mai troppo tempo sul simulatore prima che la macchina tocchi terra».

Per Verstappen, il feeling nasce solo dal contatto diretto con la vettura, non da un ambiente virtuale che considera utile, ma mai determinante.

La sfida alla McLaren e il timore del nuovo regolamento

Dopo aver mancato il quinto titolo consecutivo a favore della McLaren, dominatrice del 2025, Verstappen sa che il 2026 potrebbe aprire scenari ancora più imprevedibili.

«Il divario sarà maggiore», ha ammesso. «È sempre stato così con nuove regole: una o due squadre partono meglio delle altre. Poi, col tempo, tutto si equilibra. Ma queste regole sembrano complicate, non sarà facile per tutti mettersi subito in carreggiata».

Il riferimento è alla rivoluzione tecnica che ridisegnerà aerodinamica, power unit e filosofia di guida. Un terreno fertile per sorprese, ma anche per errori.

 

Verstappen affronta il 2026 con una sicurezza che nasce dall’esperienza e da un metodo personale ormai consolidato: meno teoria, più pratica. In un campionato che promette scossoni e distacchi iniziali importanti, il campione olandese punta sulla sua arma più naturale: la capacità di adattarsi rapidamente una volta in pista. La caccia alla McLaren è già iniziata, e Verstappen vuole farlo a modo suo, con le mani sul volante e non sulla tastiera del simulatore.

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