Il 2025 è stato l’anno più duro della storia recente di Alpine, ma anche quello che ha rafforzato una convinzione ormai condivisa a Enstone: il vero obiettivo è sempre stato il 2026. Lo ha ribadito Flavio Briatore durante il lancio della nuova A526 a Barcellona: il team non ha più scuse, e questa trasparenza è diventata un punto fermo del progetto.
L’euforia era palpabile già a inizio anno, quando Pierre Gasly e Franco Colapinto hanno svelato la vettura sulla MSC World Europa, in un’atmosfera che sembrava segnare un nuovo inizio. L’arrivo delle unità di potenza Mercedes ha finalmente liberato Alpine dal peso della dualità Enstone–Viry, un sistema che negli ultimi anni aveva rallentato lo sviluppo e disperso risorse.
Il punto più basso è stato proprio il 2025, quando il deficit del motore è diventato impossibile da mascherare. Gasly ha raccolto tutti i 22 punti del team, mentre Doohan e Colapinto sono rimasti a zero. Una stagione interminabile, vissuta contando i giorni che separavano Alpine dal reset regolamentare.
Ma quella sofferenza, racconta Gasly, ha anche compattato il gruppo:
«C’è un legame fortissimo tra staff e piloti. La mentalità in fabbrica è impressionante. Spero davvero che il 2026 sia l’anno giusto».

Il nuovo propulsore Mercedes ha già portato un cambio di prospettiva netto. «Nessuno parla più di motori o cambi», ha spiegato Briatore. «Ora è tutta una questione di ingegneria».
Il direttore tecnico David Sanchez ha confermato che lo shakedown di 140 km a Silverstone, completato senza inconvenienti, è stato un segnale incoraggiante: un primo passo che permette di arrivare ai test di Barcellona con fiducia e continuità.
Con motore e cambio acquistati esternamente, Enstone ha potuto concentrare risorse e tempo su telaio e aerodinamica, aree che negli ultimi anni avevano mostrato limiti evidenti. Briatore ha svelato un dettaglio chiave:
«Il 2 gennaio avevamo già la vettura 2026 in galleria del vento e non l’abbiamo più tolta. Abbiamo tre o quattro mesi di vantaggio sugli altri».
Un margine prezioso in un regolamento che rivoluziona ogni aspetto della Formula 1: aerodinamica attiva, power unit ibride di nuova generazione, carburanti sostenibili e pneumatici completamente riprogettati.
Tra le priorità del 2026 c’è la crescita di Franco Colapinto. Dopo un ingresso complicato a metà 2025 e critiche dirette da parte di Briatore, l’argentino affronta la sua prima stagione completa con una preparazione finalmente strutturata.
«Il propulsore è cambiato, il regolamento è cambiato. Ora dobbiamo lavorare e ottenere i risultati che la squadra merita», ha dichiarato Colapinto, apparso più maturo e fisicamente trasformato.
Briatore conferma i progressi:
«Franco non è più il ragazzino dell’anno scorso. Il suo problema era la qualifica, ma in gara era veloce. Abbiamo lavorato molto con lui al simulatore. Abbiamo fatto tutto il possibile».
Il 2026 rappresenta per Alpine molto più di un nuovo regolamento: è un giudizio sul progetto Briatore, sulla scelta di sacrificare un’intera stagione e sulla capacità del team di tornare competitivo dopo anni difficili.
Con un motore finalmente all’altezza, una struttura tecnica rinnovata e un vantaggio di sviluppo costruito in silenzio, Alpine arriva al reset regolamentare con ambizione e responsabilità. Dopo il 2025, non c’è più spazio per alibi: è il momento di dimostrare se il sacrificio è valso davvero la pena.
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