Non è iniziata come era finita. Il 2026 della McLaren, team campione del mondo piloti e costruttori, non si è avviato all'insegna della totale mancanza di problemi così come si era chiusa la passata stagione. Dopo uno svelo arrivato in extremis della nuova MCL40, il team di Woking ha dovuto anche affrontare alcuni problemi nel corso dello shakedown test di Barcellona: dopo dei primi giorni solidi, nella giornata di ieri (con una mattinata chiusa con 48 giri completati e il secondo miglior tempo di giornata), il pomeriggio è stato in salita per il team papaya. Oscar Piastri, designato nel portare in pista la nuova nata del team inglese, nel turno pomeridiano, è stato costretto a restare in garage senza poter percorrere neppure un giro a causa di alcuni inconvenienti riscontrati sulla sua monoposto.
Non un bel segnale per il team campione del mondo, ma anche per il talento australiano che quest’anno andrà a caccia di riscatto pur di invertire le gerarchie interne alla squadra e provare a guadagnarsi sul campo i galloni di pilota di punta, strappandoli al campione del mondo in carica, Lando Norris. Un inizio in salita, quindi, che lo stesso Oscar ha commentato, confermando che ciò che ha limitato il suo lavoro: un problema di alimentazione. “Ci sono stati alcuni problemi, abbiamo avuto un problema al sistema di alimentazione che ha accorciato la nostra giornata. Il team sta lavorando sodo per risolverlo e permetterci di tornare in pista”. La McLaren, di fatto, sarà costretta a mettere a frutto l'ultimo giorno in pista, visto che finora ha completato due giorni di lavoro, in modo da far macinare alla MCL40 quanti più chilometri possibili, cruciali per raccogliere i dati utili sia in vista dei test veri e propri in Bahrain e per lo sviluppo di un progetto nato da un foglio bianco.
Sui problemi di gioventù della McLaren ha parlato Mark Temple, il direttore tecnico per le performance del team: “Secondo giorno in pista, con aspetti positivi da portare con noi. Abbiamo una buona comprensione delle prestazioni di base. In questo shakedown, l’importante è capire come funziona la nuova vettura, come interagisce il propulsore e la gestione dell’energia. I piloti hanno punti di riferimento, oltre a sensazioni di come si comporta il telaio. Non abbiamo riscontrato nulla di inaspettato. Il comportamento e l'handling dell'auto sono in linea con quanto pensavamo. Si tratta solo di imparare e familiarizzare con la vettura, poi, col tempo, cercheremo di modificarla e metterla a punto. Qui dobbiamo identificare eventuali problemi in modo da comprenderli e risolverli prima di andare in Bahrain. Questo era l'obiettivo. È un peccato non aver girato nel pomeriggio, ogni minuto di pista è prezioso. Abbiamo scoperto un problema al sistema di alimentazione, che ci ha impedito di fare quel che volevamo. La vettura è complessa, abbiamo deciso di smontarla per capire dove fosse il problema”.
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