La Formula 1 si prepara a vivere nel 2026 una trasformazione senza precedenti: l’arrivo dei carburanti sostenibili avanzati segnerà una rivoluzione silenziosa, destinata a cambiare il cuore tecnologico dello sport senza che gli spettatori se ne accorgano davvero.

Il 2026 porterà con sé un pacchetto di cambiamenti radicali: nuove power unit, una filosofia aerodinamica completamente rivista e regolamenti sportivi aggiornati. In questo scenario, l’introduzione dei carburanti sostenibili avanzati potrebbe rivelarsi uno degli elementi più rivoluzionari, anche se meno celebrati. Le unità di potenza riprogettate sfrutteranno ogni goccia di energia disponibile, aprendo una nuova sfida tra i fornitori di carburante, impegnati a spingere al limite questa tecnologia emergente.
La scelta della F1 arriva in un momento cruciale: lo sport si è impegnato a raggiungere l’obiettivo Net Zero entro il 2030, un traguardo ambizioso che richiede interventi su ogni fronte, dall’energia utilizzata nei paddock alla riduzione della plastica monouso. L’adozione di carburanti sostenibili rappresenta una dichiarazione forte, un modo per guidare l’innovazione e influenzare l’intero settore automobilistico.
I carburanti sostenibili avanzati utilizzati in F1 saranno e-fuel prodotti attraverso tecnologie all’avanguardia: cattura del carbonio dall’aria o da emissioni industriali, rifiuti urbani e biomassa non alimentare. Ogni miscela viene certificata per rispettare standard di sostenibilità rigorosi e non contiene componenti derivati dal petrolio. La loro produzione richiede energia, ma le norme F1 impongono che provenga da fonti rinnovabili. Inoltre, i carburanti ottenuti da biomassa devono utilizzare esclusivamente scarti.
Questi carburanti non richiedono motori diversi: sono “drop-in”, compatibili con le unità attuali e con le auto stradali. Le dimostrazioni in pista — come quelle del progetto “Race without Trace” di Sebastian Vettel — hanno già mostrato la loro efficacia su vetture iconiche come la Williams FW14B e la McLaren MP4/8.
Resta un interrogativo: la potenza sarà la stessa dei carburanti fossili? La densità energetica dei combustibili tradizionali è difficilmente eguagliabile, ma ci si aspetta prestazioni molto simili, destinate a migliorare rapidamente. L’esperienza di Formula 2 e Formula 3, già alimentate da carburanti sostenibili, ha dimostrato che non ci sono impatti negativi sulle performance.
La F1 utilizza già miscele E10, ma il salto del 2026 sarà molto più significativo. Anche fuori dalla pista, lo sport ha già adottato soluzioni sostenibili: generatori alimentati da e-fuel, camion DHL a biocarburante e persino un intero paddock alimentato da pannelli solari e HVO durante il GP d’Austria.
Un’altra novità riguarda la misurazione del consumo: dal 2026 il limite non sarà più basato sui chilogrammi di carburante, ma sulla densità energetica, con un tetto massimo di 3000 MJ/h. Il sistema elettronico delle vetture calcolerà automaticamente i valori, mentre i campioni saranno certificati da enti indipendenti.
La Formula 1 non sta solo cambiando il modo in cui corre: sta costruendo un modello per il futuro della mobilità. I carburanti sostenibili avanzati rappresentano un ponte tra la pista e la strada, una tecnologia destinata a influenzare le auto di domani. Se la rivoluzione del 2026 funzionerà davvero, il pubblico forse non noterà nulla… ma il pianeta sì.
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