Aston Martin, rivoluzione Newey: l’AMR26 lascia tutti senza parole
09/02/2026 16:00:00 Tempo di lettura: 3 minuti

L’Aston Martin AMR26 ha catalizzato l’attenzione del paddock già allo shakedown di Barcellona: la prima monoposto firmata da Adrian Newey per il team di Silverstone ha mostrato un design radicale, spingendosi oltre ogni previsione e imponendosi come la vettura più discussa della nuova era 2026.

 

Un linguaggio tecnico che rompe gli schemi

Aston Martin, rivoluzione Newey: l’AMR26 lascia tutti senza parole

L’AMR26 si presenta con soluzioni estreme, a partire dal muso “a pellicano” fino alle pance laterali ridotte a sottili tubi inclinati verso il basso, con prese d’aria orizzontali minuscole e un grande condotto di raffreddamento collocato sotto l’abitacolo.
La filosofia richiama alcuni concetti Red Bull, ma li porta all’estremo: le pance non arrivano al bordo del pavimento, lasciando un’ampia area libera tra diffusore e ruota posteriore, mentre parte del sistema di raffreddamento sembra essere stato spostato verso l’alto e al centro della vettura.

La sospensione anteriore a push-rod presenta un braccio trasversale superiore arretrato in modo estremo, disegnando una geometria triangolare molto pronunciata. Ma è il posteriore a rappresentare la vera rottura con il passato: i bracci superiori sono montati incredibilmente in alto e fissati direttamente al pilastro dell’ala posteriore, liberando completamente l’uscita del diffusore.

 

Una zona posteriore mai vista nella F1 moderna

Questa soluzione, pur non essendo del tutto inedita nella storia della Formula 1, non era mai stata applicata con una simile radicalità. L’obiettivo è evidente: massimizzare il flusso in uscita dal diffusore e ricreare, nei limiti del regolamento, parte dell’effetto dell’ormai vietata beam wing.
Sebbene i bracci non possano avere profili aerodinamici, la loro posizione — unita all’inclinazione della vettura — potrebbe contribuire a collegare il flusso del diffusore con quello diretto verso l’ala posteriore.

L’ala anteriore appare invece più semplice rispetto ad altre monoposto viste finora, probabilmente una configurazione provvisoria in attesa della versione definitiva. Il muso largo, in stile Red Bull, lavora in sinergia con le pance estremamente compatte per gestire la scia delle ruote anteriori e alimentare la vasta area di fondo esposta che conduce al posteriore.

 

L’Aston Martin AMR26 non è soltanto la prima creatura di Adrian Newey per il team: è un manifesto tecnico che ridefinisce l’interpretazione del regolamento 2026. Filosofia aerodinamica estrema, packaging rivoluzionario e una zona posteriore destinata a far discutere — e forse scuola.
Resta ora da capire come questa visione audace si tradurrà in prestazione pura, soprattutto in combinazione con la nuova power unit Honda e il cambio sviluppato internamente: un binomio che il paddock osserverà con attenzione man mano che la nuova era prenderà forma.

 

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Foto copertina x.com

Foto interna x.com


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