Aston Martin esce dalla prima settimana di test con la sensazione di essere già in rincorsa. Tra ritardi operativi, problemi di integrazione e un pacchetto ancora acerbo, Mike Krack ammette che la squadra non è al livello sperato e che il lavoro da fare è enorme.
Le parole del team principal, unite alle preoccupazioni di Lance Stroll, raccontano un progetto che deve ancora trovare la propria forma, pur lasciando intravedere un potenziale da liberare con urgenza. La prossima settimana sarà un passaggio cruciale per capire se la AMR potrà riallinearsi o se il 2026 rischia di trasformarsi in una lunga rincorsa.

La prima settimana in Bahrain ha mostrato una Aston Martin in difficoltà, frenata da problemi di integrazione tecnica e da un programma già in ritardo.
Le parole di Lance Stroll – convinto che la vettura possa essere “a quattro secondi dalla squadra al vertice” – hanno fotografato un quadro complicato, confermato dallo stesso team principal.
Krack ha ammesso senza giri di parole: «Penso che la cosa principale che abbiamo imparato questa settimana è che abbiamo molto lavoro da fare. Abbiamo una nuova vettura, un nuovo pacchetto, nuovi partner e dobbiamo integrare tutto. C'è molto lavoro da fare e questa settimana abbiamo capito che forse non siamo al livello degli altri».
Nonostante ciò, un barlume di ottimismo rimane: «Il pacchetto ha del potenziale e dobbiamo lavorare sodo per liberarlo».
Il team ha iniziato la stagione in salita, anche a causa del nuovo propulsore Honda e del lavoro di Adrian Newey su un progetto estremamente compatto. La fretta è stata tale che le vetture non hanno nemmeno ricevuto la verniciatura definitiva.
Krack ha spiegato quanto fosse cruciale scendere in pista, anche in condizioni non ideali: «La cosa più importante è iniziare. Prima di completare lo sviluppo della vettura era importante scendere in pista a Barcellona. Anche se era un po' presto, avevamo molti piccoli problemi da risolvere e questo richiede tempo. Una volta partiti correttamente, potremo analizzare la vettura, i punti deboli e i potenziali miglioramenti. Sono sicuro che potremo fare grandi passi avanti».
Alla domanda se la squadra sia al livello sperato, Krack è stato netto: «È sempre difficile dirlo. In Formula 1 non ci si può basare sulla speranza. Bisogna attenersi ai fatti. Siamo venuti qui, abbiamo avuto un primo assaggio e dobbiamo renderci conto che abbiamo ancora del lavoro da fare».
Infine ha indicato la strada immediata: «Barcellona è stata una prova generale. Ci siamo resi conto che dobbiamo lavorare di più e stabilire delle priorità. Dobbiamo decidere cosa fare per prima e risolverlo già per la prossima settimana. Non c'è molto tempo, ma definiremo una lista chiara e inizieremo a lavorarci sopra per farci trovare in una posizione migliore».
La prima settimana di test consegna un’AMR ancora lontana dal livello atteso, fragile e incompleta, ma con un potenziale che il team non vuole sprecare. Krack non cerca alibi: riconosce i limiti, individua le priorità e punta sulla capacità della squadra di reagire rapidamente. Il 2026 rischia di diventare una rincorsa continua se non arriverà subito una direzione chiara.
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