Dopo i giorni di test in Bahrain, il quadro delle forze si è fatto ancora più confuso. I top team restano sempre Mercedes, Red Bull, Ferrari e McLaren, ancora più staccate da un midfield che paga il prezzo di meno risorse. Il divario tra i "grandi", invece, resta ancora da definire, con delle squadre che porteranno aggiornamenti prima di Melbourne e altre che rimarranno con la monoposto attuale. Sembrerebbe che la W17 e la RB22 siano le vetture da battere, mentre le altre hanno ancora dettagli da rifinire; e a rendere le analisi ancora più complicate, c'è il divario di performance tra i compagni di squadra.
"La Ferrari è una macchina più costante quando c'è Leclerc alla guida", ha suggerito Edd Straw, giornalista di The Race. "Lui non è così sensibile ai cambiamenti della monoposto. Hamilton invece ha avuto dei bloccaggi e ha perso il posteriore qualche volta. Negli stessi momenti in cui lo vedvo in difficoltà passava anche Antonelli, e non so bene a che punto dello stint fosse ma lui usava di più i cordoli, era più aggressivo. E più Lewis andava avanti con lo stint peggio diventava, mentre la Mercedes restava stabile", ha continuato poi Scott Mitchell-Malm.
"Lo stesso si vede in McLaren. Quando guida Norris la MCL40 è più competitiva, anche se non è buona come la Mercedes, mentre Piastri faticava di più. Il divario tra i piloti non è piccolo, ma ricordiamo che tutto questo può essere una grande coincidenza, perché non sappiamo le condizioni della pista o il programma del team", ha aggiunto ancora il giornalista. Un'ipotesi che si conferma, però, anche con le dichiarazioni dei piloti stessi: da un lato Leclerc e Norris non hanno sollevato particolari criticità, al fronte di Hamilton e Piastri più negativi e vittimisti.
Foto copertina x.com
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