La scomparsa di Jesse Jackson ha suscitato reazioni ben oltre i confini della politica americana. Tra i tributi più sentiti c’è stato quello di Lewis Hamilton, che ha condiviso una storia con la foto dello storico leader per i diritti civili accompagnata da poche parole:
“A tremendous loss. Such a strong and inspiring man”.
Un tributo semplice, diretto. Ma tutt’altro che casuale.
Jesse Jackson è stato uno dei protagonisti del movimento per i diritti civili negli Stati Uniti nel periodo successivo a Martin Luther King. Pastore battista, attivista, fondatore della Rainbow PUSH Coalition, per decenni ha combattuto contro le discriminazioni razziali e per una maggiore rappresentanza politica ed economica delle comunità afroamericane. È stato anche due volte candidato alla presidenza degli Stati Uniti negli anni ’80, diventando un simbolo di emancipazione e partecipazione.
Il legame con Hamilton non è difficile da comprendere. Il sette volte campione del mondo ha fatto della propria carriera anche un megafono di impegno sociale, parlando apertamente di diversità e inclusione in Formula 1 e promuovendo iniziative per favorire l’accesso dei giovani provenienti da contesti svantaggiati al motorsport e alle discipline STEM.
In uno sport storicamente poco rappresentativo sotto il profilo etnico e sociale, Hamilton ha scelto di esporsi. E nel ricordare Jackson, ha riconosciuto implicitamente l’eredità di chi, decenni prima, ha aperto strade che oggi permettono ad atleti come lui di essere anche esempi di impegno sociale. Un messaggio che é anche volontà di ereditare responsabilità e continuità: tra chi ha lottato nelle piazze e nelle istituzioni e chi, oggi, porta quella battaglia anche sotto i riflettori della Formula 1.

Foto copertina whyy.org
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