Claire Williams: «La F1 è ricca, ma i team non vogliono condividere»
23/02/2026 16:45:00 Tempo di lettura: 4 minuti

La Formula 1 vive uno dei momenti di maggiore prosperità economica della sua storia: ricavi in crescita, sponsor in competizione e team più solidi che mai. Eppure, secondo Claire Williams, questa ricchezza non si traduce in apertura. Lo sport avrebbe oggi spazio e risorse per accogliere molte più squadre, ma la politica interna del paddock continua a blindare l’ingresso ai nuovi arrivati. L’ex team manager punta il dito contro una mentalità conservatrice che, nonostante l’abbondanza attuale, mantiene la F1 chiusa e protetta, più per timore di condividere che per reali limiti strutturali.

“Ora c’è abbastanza per tutti”

Claire Williams: «La F1 è ricca, ma i team non vogliono condividere»

Secondo Claire Williams, l’attuale solidità economica della Formula 1 renderebbe sostenibile non solo l’ingresso di un’undicesima squadra, ma persino di ulteriori realtà. L’ex team manager ricorda come, in passato, l’arrivo di un nuovo team fosse percepito come una minaccia diretta ai bilanci delle scuderie.

“Ricordo che ero seduta al tavolo del Gruppo Strategico e quando un'altra squadra voleva entrare era come dire: beh, il montepremi è piuttosto ridotto al momento. I numeri mi sfuggono, ma con l'ingresso di questa squadra potremmo perdere 10, 15 milioni ciascuno e questo non è particolarmente equo.”

Oggi, però, lo scenario sarebbe radicalmente diverso. Williams sostiene che:

“Ci sono abbastanza soldi nel montepremi della Formula 1 per poter accogliere un'undicesima squadra. Probabilmente ci sono abbastanza soldi nel montepremi della Formula 1 per accogliere 15 squadre in questo sport, ma tutti i TP lo rifiuteranno perché non vogliono dover condividere.”

Il nodo politico: i team non vogliono cedere terreno

Nonostante la FIA abbia aperto la porta a nuovi ingressi — come dimostra il caso Cadillac/Andretti — Williams non è convinta che la Formula One Management e le scuderie siano realmente disposte ad ampliare la griglia.

“Non vogliono condividere, e giustamente: hanno investito quanto hanno investito. Una nuova squadra non dovrebbe automaticamente meritare lo stesso importo del montepremi che ricevono le squadre esistenti. Deve essere un sistema a scatto. Ma la Formula 1 non lo farà, gli altri TP e lo sport non permetteranno così tante squadre.”

L’ex dirigente sottolinea anche quanto sia stato complesso arrivare all’approvazione dell’undicesima squadra:

“Per far entrare l'undicesima squadra, ci sarebbero volute enormi trattative e discussioni. Non è una cosa scontata. Non credo che la Formula 1 sia abbastanza intelligente da proteggersi dall'esagerare, per così dire.”

Per Claire Williams, la Formula 1 moderna è un ecosistema florido, capace di sostenere molte più squadre rispetto al passato. Ma la politica interna del paddock — tra tutela degli investimenti, resistenze e timori di perdere peso economico — continua a frenare l’espansione. Il risultato è un paradosso: uno sport più ricco che mai, ma ancora restio ad aprire davvero le porte a chi vuole entrarci.

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