Sprint a 12? I piloti smontano il progetto F1: «Calendario insostenibile»
22/02/2026 13:00:00 Tempo di lettura: 3 minuti

La Formula 1 vuole raddoppiare il numero di gare sprint già dal prossimo anno, presentando la mossa come una risposta alla “richiesta dei fan”. Ma dietro l’entusiasmo istituzionale si nasconde un paddock tutt’altro che convinto: piloti preoccupati per un calendario sempre più saturo, un formato che continua a dividere e un equilibrio tra spettacolo, lavoro e sostenibilità che appare più fragile che mai.

Un formato che non convince il paddock

Sprint a 12? I piloti smontano il progetto F1: «Calendario insostenibile»

L’idea di portare le sprint da sei a dodici nasce, secondo la F1, da una domanda crescente del pubblico e dei promotori. Tuttavia, tra i piloti prevale la cautela. Carlos Sainz, pur mantenendo un atteggiamento aperto, sottolinea come il format necessiti ancora di una revisione profonda.

"Sono aperto al riguardo. Penso che il formato sprint debba ancora essere perfezionato e migliorato, dato che a volte la sprint rivela troppo di ciò che accadrà domenica. Se riuscissimo a migliorarlo e a rendere un po' diverso da ciò che vediamo domenica, sarei disposto ad avere più gare sprint."

Il vero problema, però, è il carico di lavoro aggiuntivo che un numero maggiore di sprint comporterebbe.

"Purtroppo, ciò comporterà un carico di lavoro notevolmente maggiore per il pilota, con le qualifiche sprint e il venerdì più impegnativi, e il sabato ancora più impegnativo. [...] Un calendario di 24 gare con, diciamo, 24 sprint – immaginate se un giorno finissimo lì – sarebbe molto impegnativo per tutti."

Leclerc favorevole, ma con limiti chiari

Anche Charles Leclerc apprezza il concetto di sprint, ma non vuole che diventi la norma. Per lui, la forza del format sta proprio nella sua eccezionalità.

"In realtà mi piacciono molto i weekend di sprint, ma continuo a credere che dovrebbero essere una minoranza delle gare. Renderli un weekend standardizzato in futuro, se questo è il piano, non credo sia la cosa giusta. Almeno a me non piacerebbe così, ma guiderò comunque e mi adatterò. Penso che sei siano probabilmente il numero giusto."

Una posizione che riflette un equilibrio tra apertura al cambiamento e difesa della struttura tradizionale del weekend.

La sfida sarà quindi trovare un equilibrio che non sacrifichi né lo spettacolo né la sostenibilità del calendario, già al limite.

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