Con la terza e ultima giornata dei test in Bahrain, la F1 ha mandato in archivio la preparazione per il nuovo campionato, che scatterà in Australia il prossimo 8 marzo. Una giornata che la Ferrari ha archiviato con la soddisfazione di aver centrato il miglior tempo assoluto, firmato da Charles Leclerc, che ha concluso il programma di lavoro della Rossa trascorrendo un'intera giornata in pista al volante della sua SF-26. Il monegasco ha spinto (non ancora al limite) più di quanto fatto nelle precedenti sessioni. Un finale in cui ha dato fuoco alle polveri, tanto da essere l'unico pilota a scendere sotto l’1:32, rifilando nove decimi alla McLaren di Norris: dato che, come sempre accade nei test, va preso con le pinze visto che molte erano le variabili in gioco.
A differenza di un weekend di gara, infatti, sono ignoti i programmi di lavoro portati a termine dai team e, di fatto, i raffronti sono ben poco oggettivi. Malgrado, però, per il team di Fred Vasseur resta l’impressione di aver confezionato una vettura solida sul passo e capace di dare buone sensazioni ai piloti: un mood che accompagnerà il Cavallino nel viaggio di ritorno a Maranello e nell'approccio al primo GP a Melbourne.
Da un diverso punto di vista, però, il lavoro del Cavallino è stato commentato dall'ex pilota di Formula Uno, Johnny Herbert, che a "Snabbare" ha dichiarato di non ritenere quanto emerso in Bahrain un'evidenza di vera competitività da parte della Ferrari. Al contrario, un segnale di debolezza...
"Penso che la Ferrari sia stata veloce perché gli altri non hanno mostrato tutte le carte. Penso che se la Ferrari avesse qualcosa di buono lo nasconderebbe, non lo svelerebbe. Spero che riescano a fare bene, ma non ci riescono mai del tutto. Nei test la Ferrari va sempre forte, ma poi il campionato dice altro. Non credo che la Ferrari possa lottare per il campionato, penso che si troveranno in una posizione simile a quella dell’anno scorso. Il 2026 è una buona opportunità per la Ferrari perché stanno partendo alla pari con tutti gli altri, ma è importante avere gli ingredienti giusti nella squadra. Se si guarda a dove sono stati negli ultimi due anni, non sono stati in una posizione buona. Ci sono stati alcuni cambiamenti nella struttura del team, è vero, ma sono sufficienti? Personalmente non ne sono sicuro".
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