Bernie Ecclestone torna a far sentire la sua voce e lo fa con un avvertimento pesante: le nuove regole della Formula 1 rischiano di snaturare lo sport e allontanare i tifosi. Tra le critiche dei piloti e i dubbi sul futuro, l’ex boss della F1 mette in guardia il paddock da un cambiamento che, secondo lui, sta spingendo la categoria verso una direzione pericolosa.

Commentando le parole di Fernando Alonso, Ecclestone ha risposto con la consueta provocazione, per poi ammettere che l’impatto delle nuove regole sarà tutt’altro che semplice.
“Quindi ora stiamo cercando il miglior pilota, teniamo gli occhi aperti e vedremo. All'inizio della stagione ci sarà confusione perché tutti dovranno reimparare la Formula 1”.
Il 95enne riconosce che la rivoluzione regolamentare porterà inevitabilmente a un periodo di adattamento, con team e piloti costretti a ripartire quasi da zero.
Ecclestone non ha nascosto la sua preoccupazione per l’effetto delle nuove norme sullo stile di guida di Max Verstappen e, più in generale, sulla natura stessa della Formula 1.
“Le regole non favoriscono certo Verstappen e il suo stile di guida. Non si tratta tanto di correre. Ma è così che stanno andando le cose: più regolamenti, più regole per i piloti - non fare questo, non fare quello”.
Il confronto con la Formula E, evocato anche da Verstappen nei mesi scorsi, torna nelle parole dell’ex patron, che teme un allontanamento dal DNA originario dello sport.
“Il DNA della Formula 1 è quello di un campionato mondiale dei piloti e non degli ingegneri. La Formula 1 ora è sempre più in competizione con la Formula E. Forse ai fan questo piace, ma io non credo. Il pericolo è che perderemo i fan. Spero sinceramente di sbagliarmi”.
Le parole di Ecclestone si inseriscono in un clima già teso, con piloti come Verstappen che hanno definito le nuove regole “una Formula E sotto steroidi”. La F1 si prepara a una trasformazione profonda, ma il rischio — secondo l’uomo che l’ha guidata per decenni — è quello di perdere ciò che l’ha resa unica: la centralità del pilota e la libertà di correre. Il dibattito è aperto e il 2026 potrebbe diventare l’anno più delicato della sua storia recente.
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