Quando Lawrence Stroll ha trasformato Racing Point in Aston Martin nel 2021, il messaggio era inequivocabile: puntare al vertice della Formula 1 senza compromessi. Cinque anni dopo, però, il progetto che doveva riportare in alto un marchio iconico attraversa uno dei momenti più delicati della sua giovane storia.

Stroll non ha mai lesinato investimenti. Nuova fabbrica all’avanguardia a Silverstone, galleria del vento proprietaria, simulatore di ultima generazione, partnership ufficiale con Honda per le power unit. E poi uomini simbolo: Enrico Cardile e, soprattutto, Adrian Newey.
Sulla carta, Aston Martin aveva tutto per compiere il salto definitivo. In pratica, la realtà si è rivelata più complessa. Le continue riorganizzazioni interne, l’arrivo non immediato di Newey dovuto al periodo di gardening e un calendario serrato hanno trasformato la preparazione per il 2026 in una corsa contro il tempo.
I segnali del ritardo si sono visti subito: shakedown tardivo a Barcellona e test in Bahrain complicati. Ultimi nei tempi sul giro, con un distacco di 0,684 secondi persino dalla debuttante Cadillac, e un chilometraggio complessivo di appena 2.111 km, circa un terzo rispetto alla Mercedes. Numeri che raccontano più di qualsiasi dichiarazione: troppo poco per comprendere davvero una monoposto completamente nuova.
Mike Krack non ha cercato alibi. Il team principal ha riconosciuto apertamente la portata delle difficoltà:
“Servono affidabilità e ruote che girino. Non siamo ancora riusciti a far girare le ruote come vorremmo. Si impara ad ogni giro, e ogni giro che non si fa, si deve recuperare, quindi non è un inizio fantastico. Comprendiamo di non essere al livello degli altri, ma tutto è nuovo. Dobbiamo concentrarci, esaminare i nostri problemi e risolverli separatamente. Dobbiamo essere realistici al riguardo e poi recuperare terreno. Non c’è altra scelta perché i nostri concorrenti non ci aspettano”.
Il quadro è chiaro: Aston Martin ha davanti un lavoro enorme. Ma non tutto è compromesso.
Andy Cowell, tra gli artefici del dominio Mercedes nell’era ibrida, ha assunto un ruolo sempre più centrale nella collaborazione con Honda. La sua esperienza può diventare un fattore chiave per superare la fase più critica. Anche Honda conosce bene il valore della perseveranza: lo ha dimostrato dopo il difficile ritorno con McLaren, prima di risalire fino ai titoli mondiali con Red Bull.
Il 2026 doveva rappresentare il grande reset regolamentare, ma per Aston Martin si è trasformato in una partenza in salita. Newey ha già pianificato aggiornamenti per l’Australia e un programma di sviluppo aggressivo per tutta la stagione. La strada sarà lunga e, mentre Aston cerca di colmare il gap, gli avversari continueranno a evolvere.
Per Stroll e il suo team la priorità ora è una sola: stabilità, metodo e lucidità. Il progetto resta tra i più ambiziosi dell’intera griglia. Ma per trasformarlo in realtà serviranno tempo, coerenza tecnica e capacità di resistere alla pressione.
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