Ralf riapre la ferita Honda Alonso: il «motore GP2» torna a perseguitare
23/02/2026 19:25:00 Tempo di lettura: 4 minuti

La tensione tra Fernando Alonso e Honda torna a riaffiorare, e questa volta a riaccendere il fuoco è Ralf Schumacher. L’ex pilota tedesco, oggi voce tecnica di Sky Sport Germania, ha colto l’occasione del difficile avvio di stagione di Aston Martin per riportare alla luce uno dei momenti più iconici — e più dolorosi — della carriera dell’asturiano: il celebre “GP2 engine” urlato via radio a Suzuka nel 2015. Una frase che, secondo Schumacher, in Giappone non hanno mai dimenticato. E che oggi, con Honda di nuovo al fianco di Alonso, torna a pesare come un macigno.

 

Il déjà‑vu di Alonso con Honda

 Ralf riapre la ferita Honda Alonso: il «motore GP2» torna a perseguitare

Schumacher non si limita a commentare le difficoltà tecniche di Aston Martin: affonda il colpo ricordando come il rapporto tra Alonso e Honda sia segnato da ferite ancora aperte. L’ex pilota sottolinea che il marchio giapponese non ha mai digerito quella critica pubblica, tanto da negare all’asturiano, nel 2018, la possibilità di correre la Indy500 con un motore Honda.

“A quanto pare, il motore Honda è un problema in sé e sì, è un po' come un déjà vu per Fernando Alonso, che ha già vissuto la difficile fase iniziale della Honda alla McLaren, che semplicemente non ha funzionato affatto. Sembra che sia proprio lì che risiede parte del problema”.

Il contesto non aiuta: secondo le indiscrezioni del paddock, il propulsore Honda 2026 soffrirebbe un deficit di circa 50 cavalli, pari a un 5% di potenza, un handicap pesante su monoposto da 768 kg.

 

“Il Giappone non dimentica”: la stoccata di Ralf

Schumacher insiste sul fatto che la cultura giapponese attribuisca grande peso al rispetto e alla memoria. E che certe frasi, soprattutto se pronunciate in mondovisione, lascino cicatrici profonde.

“Non credo che abbiano dimenticato quell'esperienza, perché cose del genere lasciano il segno. Il modo in cui Fernando ha gestito la situazione allora è stato molto aperto; naturalmente, le critiche sono state dure e lui era più giovane all'epoca, forse un po' più impulsivo, ma la gente in Giappone non dimentica cose del genere”.

Schumacher porta anche un esempio personale, ricordando come alcune sue dichiarazioni ai tempi della Toyota abbiano compromesso per sempre il rapporto con la casa nipponica:

“Posso dire per esperienza personale che, a causa di alcune cose che ho detto alla Toyota, non mi considerano più parte della 'famiglia' e degli 'amici' lì. È così che stanno le cose. E, in ogni caso, il Giappone è una cultura diversa”.

 

Il quadro che emerge è quello di un ritorno al passato: Alonso si ritrova di nuovo a convivere con un motore Honda in difficoltà, mentre le parole pronunciate undici anni fa continuano a riecheggiare. Ralf Schumacher non perde occasione per sottolinearlo, trasformando un avvio complicato in un racconto di memorie, rancori e déjà‑vu tecnici. E mentre Aston Martin cerca soluzioni, una cosa appare chiara: in Formula 1, le parole pesano quanto i cavalli.

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Foto copertina x.com

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