Sergio Pérez lo ammette con sincerità: per Cadillac il 2026 sarà un anno durissimo. I test in Bahrain hanno mostrato una squadra solida nei chilometri ma ancora lontana in prestazione, e il messicano sa che la vera sfida comincia ora, nel campo più spietato della Formula 1: lo sviluppo.
Nei test pre‑stagionali Cadillac ha fatto quello che ogni squadra nuova sogna: macinare chilometri. Con 226 giri complessivi, quasi il doppio di una squadra affermata come Aston Martin, il team americano ha dimostrato affidabilità e organizzazione. Ma il cronometro ha raccontato un’altra storia: Bottas e Pérez hanno chiuso solo al 19° e 20° posto, pur restando davanti proprio all’Aston Martin.
Pérez, però, non si lascia scoraggiare:
“Ci stiamo davvero divertendo a essere tornati, abbiamo fatto molti test, abbiamo percorso molti chilometri, che è stata la parte più importante per noi. Sapevamo che sarebbe stato un inizio molto difficile, ma tutto dipende dalla rapidità con cui riusciremo a svilupparci da qui in avanti”.
Per Cadillac, il primo passo era semplice: mettere la macchina in pista e farla girare. E questo, almeno, è riuscito.
Quando gli chiedono se Cadillac possa avvicinarsi alla vittoria nel corso dell’anno, Pérez risponde con onestà e realismo:
“Si tratta di trovare i punti deboli e, al momento, il bilanciamento della vettura sembra buono. Penso che abbiamo una vettura equilibrata, dobbiamo solo scendere in pista e trovare un sacco di [deflessione]. Essendo una squadra grande e nuova, mettere a punto tutti i reparti richiede tempo”.
Poi arriva il punto chiave, quello che definisce davvero il 2026 di Cadillac:
“La sfida qui sarà quella di superare in termini di sviluppo le squadre che ci precedono. È una sfida enorme che dovremo affrontare durante l’anno”.
Per Pérez, tutto dipenderà da come la squadra saprà costruire le sue fondamenta:
“Dobbiamo mettere la squadra nella posizione giusta per sviluppare la vettura il più rapidamente possibile e, si spera, recuperare il ritardo abbastanza presto”.
Cadillac non è arrivata in Formula 1 per fare tappezzeria. Ha macinato chilometri, ha mostrato una base solida e ha un pilota esperto che conosce bene cosa serve per crescere. Ma il 2026 sarà un anno di pazienza, lavoro silenzioso e piccoli passi avanti. La sfida non è solo correre: è sviluppare più in fretta degli altri. E per una squadra nuova, è la prova più grande di tutte.
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