Undici giorni di prove, migliaia di chilometri percorsi e tanti interrogativi ancora aperti. Tra programmi di lavoro differenti, carichi di carburante sconosciuti e strategie volutamente nascoste, sono comunque emerse indicazioni interessanti sulla strada che tra quattro giorni porterà il Circus a Melbourne.
Tra le squadre che puntano i piani alti della classifica, Mercedes ha vissuto un'ultima tre giorni non completamente priva di difficoltà. La scuderia di Brackley ha dovuto infatti fare i conti con alcuni problemi, in particolare durante l'ultima giornata, quando Kimi Antonelli (già in debito di chilometri) è stato vittima di uno stop in mattinata che ha costretto il team a sostituire la seconda Power Unit per permettere a George Russell di scendere regolarmente in pista nel pomeriggio.
Nonostante qualche intoppo, la squadra di Toto Wolff resta comunque la favorita numero uno: nelle ultime ore di test, inoltre, non ha effettuato un vero e proprio tentativo di qualifica con basso carico di carburante, lasciando intendere di avere ancora qualcosa nel taschino, soprattutto per quel che concerne la potenza del motore.

Buone indicazioni sono arrivate anche dalla Ferrari. Al netto di un problema al telaio verificatosi nella seconda giornata, la pre-season del Cavallino è stata complessivamente positiva. A colpire è stato soprattutto l'approccio lato tecnico del team di Maranello che sembra aver ritrovato il coraggio di osare: il flap posizionato davanti allo scarico e - soprattutto - l'innovativa ala posteriore testimoniano la volontà di uscire dalla comfort zone, evitando di limitarsi allo svolgimento del compitino; un segnale importante per una squadra che negli ultimi anni è stata spesso accusata di eccessiva prudenza nello sviluppo.

Test solidi anche per la McLaren: i Campioni del Mondo in carica hanno accumulato molti chilometri, mostrando una buona affidabilità nonostante qualche piccolo intoppo. Il potenziale c'è, soprattutto se considerato che la MCL40 ha utilizzato una specifica precedente del motore Mercedes. A partire da questo weekend sarà invece a disposizione la versione aggiornata del propulsore che, verosimilmente, garantirà un ulteriore step in termini di performance.

A chiudere il capitolo relativo alle "quattro sorelle" c'è la Red Bull, protagonista di un lavoro molto intenso soprattutto sul fronte della nuova PU. Dopo una problematica al sistema di raffreddamento accusata nel day 1, il team anglo-austriaco ha poi proseguito senza particolari grattacapi, accumulando tra Barcellona e Bahrain un quantitativo di chilometri davvero notevole per un motorista al debutto assoluto. Un segnale incoraggiante per una struttura che mira a restare ai vertici anche in questa nuova era.

Nel gruppo di centroclassifica si preannuncia una lotta serrata tra Haas, Alpine e Racing Bulls. Tre squadre che - sulla carta - dovrebbero giocarsi, gara dopo gara, il ruolo di riferimento del cosiddetto midfield.
La squadra americana sembra al momento avere qualcosa in più per ambire alla veste di quinta forza, grazie a una VF-26 apparsa competitiva e costante durante le simulazioni. Grande attenzione anche per il team capitanato da Flavio Briatore che ha sacrificato l'intero 2025 per concentrarsi esclusivamente sul cambio regolamentare. Allo stesso modo anche la compagine faentina è pronta a inserirsi, rendendo la bagarre di centro gruppo una delle più imprevedibili della stagione.
Non tutti i team, però, hanno fatto trasparire sensazioni positive. Tra chi ha deluso maggiormente durante l'inverno figura senza ombra di dubbio Aston Martin, alle prese con una serie di problematiche legate alla PU Honda che - secondo alcune indiscrezioni - non sarebbe in grado di recuperare l'energia minima richiesta (250 kW).

Anche la Williams non ha vissuto una preparazione ideale; dopo essere stata costretta a saltare lo shakedown di Barcellona a causa di ritardi nella produzione, la scuderia di Grove si è poi presentata in Bahrain con qualche chilo di troppo che inevitabilmente penalizzerà la FW48 nel corso dei primi appuntamenti.
Tra i progetti più osservati c'è senza dubbio quello di Audi, entrata nel mondo Formula 1 raccogliendo l'eredità di Sauber. Per il 2026 le ambizioni sono - giustamente - contenute, ma qualche risultato interessante nel corso dell'anno non è comunque da escludere a priori. Oltre ad alcuni buoni long run da sottolineare, inoltre, è anche l'approccio aggressivo della casa dei quattro anelli in quanto a sviluppo: tra Bahrain 1 e 2 si sono infatti viste delle nuove sidepods, completamente rivoluzionate rispetto alla versione precedente.
Discorso differente per Cadillac, progetto completamente nuovo e in fase di costruzione. Per il team americano l'obbiettivo principale sarà soprattutto accumulare quanta più esperienza possibile, al fine di comprendere al meglio le dinamiche della massima serie automobilistica in vista del futuro.

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