E se Verstappen avesse detto sì?
Era l’estate 2025 quando le voci del passaggio di Max in Mercedes si fecero assordanti. Prima avvistato in vacanza sullo yacht di Wolff, poi lo stesso Toto che non smentisce l’interessamento e lo riempie di lusinghe. Eppure Verstappen decide di restare…

14/03/2026 16:30:00 Tempo di lettura: 4 minuti

Era l’estate 2025 quando le voci del passaggio di Max in Mercedes si fecero assordanti. Prima avvistato in vacanza sullo yacht di Wolff, poi lo stesso Toto che non smentisce l’interessamento e lo riempie di lusinghe, Sky Sport F1 da praticamente per certo il suo trasferimento. Eppure Verstappen decide di restare …

Una scelta che allora appariva coerente con la storia recente della Red Bull: la squadra con cui aveva dominato un ciclo tecnico, il team costruito attorno a lui, la certezza di un ambiente familiare e vincente. Ma la Formula 1, soprattutto quando cambia regolamento, è un terreno in cui le certezze evaporano in fretta, anche se a dire il vero tutti già allora vedevano una Mercedes in vantaggio rispetto alla concorrenza.

Oggi, a poche settimane dall’inizio della nuova era tecnica, il quadro è molto diverso: una Mercedes dominante ha preso subito il comando del campionato, mentre la Red Bull si trova a inseguire con una vettura che non sembra nata sotto la stessa buona stella delle stagioni precedenti e soprattutto non sembra essere cucita addosso a Verstappen.

Una scelta a cui Max non può non aver pensato, e che forse è alla base di un malumore e di un pessimismo che non gli abbiamo mai visto addosso. Comunicazioni radio sempre più nervose, critiche alla guidabilità, problemi di bilanciamento, difficoltà nella gestione energetica della power unit, critiche feroci al suo team ed a tutto il sistema, tutto sembra andare storto. E mentre Max si ritrova a combattere con una monoposto che non gli dà fiducia, dall’altra parte del paddock la Mercedes continua a raccogliere risultati e a confermare quello che molti nel paddock già sospettavano.

C'è un principio in fisica e nella teoria del caos che viene definito effetto butterfly. L’idea è semplice quanto affascinante: un piccolo evento iniziale può produrre conseguenze enormemente amplificate nel tempo, proprio come il battito d’ali di una farfalla che, teoricamente, potrebbe contribuire a generare una tempesta dall’altra parte del mondo. La scelta di Max è stata esattamente uno di quei battiti d’ali e, sportivamente parlando, potrebbe aver causato conseguenze simili ad un uragano.

Se Max avesse accettato l’offerta Mercedes nell’estate 2025, il mercato piloti si sarebbe probabilmente trasformato in un gigantesco domino. Oggi forse Antonelli in pole con la Mercedes non sarebbe una realtà: il nostro giovanissimo italiano avrebbe trovato la porta della squadra campione chiusa proprio dal quattro volte iridato o sarebbe stato costretto a crescere altrove.

Allo stesso modo anche la Ferrari potrebbe raccontare una storia diversa. Con una Mercedes occupata da Verstappen e nuovi sedili disponibili, è plausibile che altri top driver avrebbero cercato nuove strade. Non è difficile immaginare uno scenario in cui Leclerc  avrebbe ceduto alle lusinghe britanniche del progetto Aston Martin, attirato dall’arrivo di Honda e di Newey e dall’ambizione del team di Lawrence Stroll, che per adesso però si sta rivelando un clamoroso fallimento. Oggi invece il monegasco è ancora a Maranello e guida una Ferrari che, pur senza dominare, sta dimostrando di poter restare nella lotta con i migliori.

E la Red Bull? Anche lì lo scenario sarebbe stato completamente diverso. Senza Verstappen, il team di Milton Keynes avrebbe probabilmente dovuto cercare un nuovo leader. In quel caso Alonso o Piastri sarebbero potuti diventare candidati concreti. Lo spagnolo forse avrebbe accolto con sollievo l’idea di lasciare il progetto Aston Martin e soprattutto un motore Honda che ancora una volta gli sta causando grande mal di testa; l’australiano forse avrebbe accettato l'incognita Red Bull pur di non condividere il box con quel Norris a cui la McLaren sembra voler rivolgere le sue preferenze, ma visto le gerarchie attuali gli resterà l'amarezza di convivere con la sensazione di aver visto passare il treno giusto senza riuscire a salirci.

Tutto questo, però, appartiene al mondo delle ipotesi. La realtà è che Verstappen ha scelto di restare dov’era, scommettendo sulla continuità di un progetto che fino a quel momento lo aveva portato quattro volte sul tetto del mondo. Una decisione comprensibile, razionale, forse perfino sensata guardando a ciò che la Red Bull aveva costruito negli anni precedenti.

Ma la Formula 1 non perdona le scommesse sbagliate, ne sa qualcosa Alonso. Forse Max pensava di poter vedere quali erano le gerarchie di quest'anno prima di prendere una scelta, ma con un Kimi così è un Russell beniamino di casa, forse la porta Mercedes si è chiusa per sempre, almeno fino al prossimo cambio regolamentare. 

Oggi, guardando la Mercedes dominare e ascoltando il boato per la pole di Antonelli, Verstappen sta sicuramente pensando a quell’estate del 2025. Al momento esatto in cui il battito d’ali di una farfalla ha iniziato a cambiare tutto.


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