Il weekend di Suzuka non si è chiuso con la bandiera a scacchi del Gran Premio: il circuito giapponese è rimasto vivo anche nei giorni successivi, trasformandosi in un laboratorio a cielo aperto per Pirelli. Sotto una pioggia insistente, la casa italiana ha potuto mettere alla prova nuove specifiche di pneumatici da bagnato, un passaggio cruciale nello sviluppo delle mescole che potrebbero arrivare in Formula 1 nei prossimi anni. Ma la giornata non è stata priva di imprevisti: tra chilometri preziosi e test mirati, Arvid Lindblad ha vissuto un fuori pista che ha interrotto momentaneamente il programma della Racing Bulls.

Il primo giorno di prove ha visto Red Bull e Racing Bulls impegnate con due giovani piloti della loro academy: Isack Hadjar e Liam Lawson. Con la pista resa insidiosa dalla pioggia battente, Pirelli ha potuto valutare versioni alternative delle Full Wet, caratterizzate da intagli e disegni diversi rispetto alle gomme attualmente omologate.
Nel pomeriggio, con l’asfalto leggermente meno allagato, il lavoro si è spostato sulle Intermedie, sempre in configurazioni sperimentali. L’obiettivo è l’evoluzione delle mescole da bagnato, con la possibilità di introdurre una nuova generazione di pneumatici nel 2027, qualora i test confermassero un miglioramento reale.
Hadjar ha completato 69 giri per un totale di 401 km, firmando anche il miglior crono della giornata in 1'45"510 con gomme Intermedie. Lawson ha chiuso con 65 giri e un tempo di 1'48"025, anch’esso ottenuto con la mescola intermedia.
Anche oggi Red Bull e Racing Bulls sono tornate in pista per proseguire il lavoro con Pirelli, sempre su mescole da bagnato a causa dell’asfalto ancora umido. Alla guida della VCARB03, in sostituzione di Lawson, c’era Arvid Lindblad, che però ha vissuto un momento complicato.
Il giovane pilota è infatti uscito di pista alla Degner 2, la curva 9 del tracciato, finendo contro le barriere e danneggiando il muso della vettura, ancora nella livrea speciale utilizzata durante il Gran Premio. Rimasto fermo in pista, Lindblad ha dovuto attendere l’arrivo dei commissari per essere riportato ai box, mentre la monoposto è stata recuperata con il carro attrezzi. Fortunatamente, il pilota è uscito illeso dall’incidente.
I test di Suzuka confermano quanto sia complesso e delicato lo sviluppo delle gomme da bagnato in Formula 1. Pirelli prosegue il suo lavoro tra dati preziosi, condizioni estreme e qualche imprevisto, mentre Red Bull e Racing Bulls continuano a fornire supporto tecnico e chilometri fondamentali. L’incidente di Lindblad non cambia la sostanza: la strada verso le mescole del futuro passa anche da giornate come queste, fatte di sperimentazione, errori e progressi misurati.
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