La F1 si agita, Cuquerella no: «Il problema è altrove»
09/04/2026 09:30:00 Tempo di lettura: 4 minuti

La Formula 1 vive un momento sospeso, quasi irreale. Una pausa forzata che non assomiglia a un semplice vuoto di calendario, ma a un silenzio carico di domande. I Gran Premi cancellati, i dubbi sul nuovo regolamento, le tensioni che serpeggiano tra team e piloti: tutto sembra muoversi sotto la superficie, come se il paddock trattenesse il fiato in attesa di qualcosa.

In questo clima incerto, dove opinioni e malumori si accavallano senza trovare un punto fermo, c’è chi riesce ancora a leggere il quadro con lucidità. Toni Cuquerella, ingegnere che ha attraversato epoche e scuderie, osserva questo momento con uno sguardo che va oltre il rumore di fondo. E nelle sue parole si intravede una verità meno immediata, ma decisamente più interessante.

 

Una pausa utile ai team, non ai tifosi

La F1 si agita, Cuquerella no: «Il problema è altrove»

Per Cuquerella, lo stop non è un vantaggio per chi segue la F1, ma può esserlo per chi ci lavora:

«Per gli appassionati è una seccatura, non ci sono gare. Ma per i team è un’occasione per migliorare».

Anche la FIA può sfruttare questo tempo per raccogliere dati e opinioni utili.

Quando gli viene chiesto se quella delle gare classiche fosse un’epoca d’oro, Cuquerella non si sbilancia:

«Dipende a chi lo chiedi. Ogni fase ha i suoi momenti belli».

Ricorda i suoi inizi in un mondo molto diverso dall’attuale:

«All’inizio le strategie erano semplici… Non esisteva l’iPhone», scherza.

Regolamenti, progetti difficili e un futuro ancora aperto

Cuquerella conosce bene cosa significhi costruire una vettura da zero. Per questo non sorprende la sua analisi su Aston Martin:

«Ha scelto la strada complicata. Ma nemmeno loro sanno se i problemi siano risolvibili. Stanno tappando i buchi più che migliorare la vettura».

Su Williams e Sainz è altrettanto diretto:

«Devono alleggerire la vettura. Il sovrappeso è notevole. Senza quel problema sarebbe sempre in zona punti».

Guardando al 2026, non si aspetta rivoluzioni impossibili:

«Se qualcuno si aspetta un V12 a Miami… non succederà. Ma la parte elettrica può essere modificata rapidamente».

Il punto chiave, secondo lui, è la gestione dell’energia:

«La potenza in scarica è l’aspetto principale. Possiamo ridurla per farla durare tutto il rettilineo».

Sulle minacce di ritiro di Verstappen resta prudente:

«Non so cosa pensi davvero. La sorpresa più grande fu Rosberg: nemmeno la Mercedes lo sapeva».

E sulla Mercedes, oggi favorita:

«Ha un vantaggio, ma deve capire se riuscirà a mantenerlo. Se puoi vincere, vuoi vincere».

 

Dalle parole di Toni Cuquerella emerge una Formula 1 che non è ferma, ma in piena trasformazione. Una categoria che cambia, discute, si adatta, come ha sempre fatto. E mentre il paddock cerca risposte, resta una certezza: la F1 continua a evolversi, a reinventarsi, a cercare il suo equilibrio tra passato e futuro. È in questo movimento continuo che trova la sua vera forza.

 

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Foto copertina x.com

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