La Formula 1 vive un momento sospeso, quasi irreale. Una pausa forzata che non assomiglia a un semplice vuoto di calendario, ma a un silenzio carico di domande. I Gran Premi cancellati, i dubbi sul nuovo regolamento, le tensioni che serpeggiano tra team e piloti: tutto sembra muoversi sotto la superficie, come se il paddock trattenesse il fiato in attesa di qualcosa.
In questo clima incerto, dove opinioni e malumori si accavallano senza trovare un punto fermo, c’è chi riesce ancora a leggere il quadro con lucidità. Toni Cuquerella, ingegnere che ha attraversato epoche e scuderie, osserva questo momento con uno sguardo che va oltre il rumore di fondo. E nelle sue parole si intravede una verità meno immediata, ma decisamente più interessante.

Per Cuquerella, lo stop non è un vantaggio per chi segue la F1, ma può esserlo per chi ci lavora:
«Per gli appassionati è una seccatura, non ci sono gare. Ma per i team è un’occasione per migliorare».
Anche la FIA può sfruttare questo tempo per raccogliere dati e opinioni utili.
Quando gli viene chiesto se quella delle gare classiche fosse un’epoca d’oro, Cuquerella non si sbilancia:
«Dipende a chi lo chiedi. Ogni fase ha i suoi momenti belli».
Ricorda i suoi inizi in un mondo molto diverso dall’attuale:
«All’inizio le strategie erano semplici… Non esisteva l’iPhone», scherza.
Cuquerella conosce bene cosa significhi costruire una vettura da zero. Per questo non sorprende la sua analisi su Aston Martin:
«Ha scelto la strada complicata. Ma nemmeno loro sanno se i problemi siano risolvibili. Stanno tappando i buchi più che migliorare la vettura».
Su Williams e Sainz è altrettanto diretto:
«Devono alleggerire la vettura. Il sovrappeso è notevole. Senza quel problema sarebbe sempre in zona punti».
Guardando al 2026, non si aspetta rivoluzioni impossibili:
«Se qualcuno si aspetta un V12 a Miami… non succederà. Ma la parte elettrica può essere modificata rapidamente».
Il punto chiave, secondo lui, è la gestione dell’energia:
«La potenza in scarica è l’aspetto principale. Possiamo ridurla per farla durare tutto il rettilineo».
Sulle minacce di ritiro di Verstappen resta prudente:
«Non so cosa pensi davvero. La sorpresa più grande fu Rosberg: nemmeno la Mercedes lo sapeva».
E sulla Mercedes, oggi favorita:
«Ha un vantaggio, ma deve capire se riuscirà a mantenerlo. Se puoi vincere, vuoi vincere».
Dalle parole di Toni Cuquerella emerge una Formula 1 che non è ferma, ma in piena trasformazione. Una categoria che cambia, discute, si adatta, come ha sempre fatto. E mentre il paddock cerca risposte, resta una certezza: la F1 continua a evolversi, a reinventarsi, a cercare il suo equilibrio tra passato e futuro. È in questo movimento continuo che trova la sua vera forza.
Leggi anche: Regole contestate? Mekies guarda altrove: «Piloti mai così forti»
Leggi anche: Mercedes, Antonelli pensa in grande. Ma «deve prendere quota nel modo giusto»
Foto copertina x.com
Foto interna x.com