Forse nessuno, o quasi, se lo sarebbe aspettato: dopo le prime tre gare della stagione 2026 di F1, l’Italia si trova a vivere un sogno a occhi aperti. Kimi Antonelli, infatti, è il leader della classifica piloti, avendo conquistato il secondo posto nel GP d'Australia e la vittoria nei GP di Cina e Giappone, in cui ha regolato il compagno di squadra George Russell.
Un pilota, l'inglese, con cui Kimi dovrà contendersi il titolo fino alla fine del campionato, se il quadro dei valori in campo resterà tale, e che, pur essendo più esperto nelle lotte di vertice e nei giochi psicologici, si trova a inseguire il pilota bolognese. Una sorpresa, come detto, che sta portando gli addetti ai lavori a chiedersi se un pilota giovane e inesperto come Antonelli potrà reggere, alla distanza, un testa a testa con il compagno.
Tutti, italiani o meno, sperano in una risposta affermativa, visto che un duello made in Brackley sarebbe, ad oggi, l'unica chance per tenere aperta la contesa per il campionato fino a fine anno. Tra i vari addetti ai lavori e i personaggi influenti del paddock che hanno espresso un parere sulle capacità di Antonelli, sulla sua abilità di resistere sotto pressione nel lungo periodo e, soprattutto, sulle grandi attese di cui potrebbe essere caricato, specie dai media e dai tifosi italiani, c'è Emanuele Pirro.
L'ex pilota di F1, nonché cinque volte vincitore della 24 Ore di Le Mans, in una recente intervista concessa in esclusiva a chi scrive ha elogiato le qualità di Andrea Kimi dentro e fuori dalla pista, predicando però calma per il futuro a breve termine. Secondo Pirro, infatti, due vittorie e un percorso nella massima serie ancora agli inizi non sono sufficienti per trarre conclusioni sul suo avvenire o per porsi obiettivi più o meno ambiziosi.
"Per l'Italia il motorsport è sempre stato importante, eppure dopo Ascari non c'è più stato un campione del mondo. Per questo spero che Antonelli cambi questa tendenza. Dobbiamo stare attenti perché Kimi ha vinto due gare nelle sue circostanze, quindi non pensiamo che sia pronto per vincere tutte le gare e battere Russell. Sta facendo bene il suo percorso, anche considerando che è stato messo in F1 presto, con grandi responsabilità, pur supportato dal team. Sta facendo passi avanti, ma non siamo troppo esigenti. È molto forte e allo stesso tempo è un ragazzo straordinario, carino, gentile. Mi piace tanto. Sul futuro non mi piace fare previsioni, posso dire che una torre è fatta da tanti mattoni... Non voglio trasmettere negatività, anzi. Sono contento per lui. Ha vinto, ma dobbiamo stare attenti: siamo fenomeni nel creare campioni e smontarli. Voliamo basso e facciamogli prendere quota nel modo giusto".
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