Domenicali provoca: «Non importa più solo la pista»
28/04/2026 18:50:00 Tempo di lettura: 2 minuti

L'avvio di questa stagione di Formula 1 non è stato per nulla semplice, avvolto in un alone di incertezze, attesa e critiche. I crucci erano già emersi durante i primi test in Bahrain, e sono andati avanti quasi in sordina fino all'appuntamento di Shanghai. Il regolamento era appena nato, ed era presto per trarre dei giudizi, ma il Gran Premio del Giappone è stata la miccia che ha fatto traboccare il vaso. La qualifica snaturata, l'incidente di Bearman e i sorpassi "stile Mario Kart" hanno portato alla luce delle limitazioni che non si potevano ignorare, sia per il malumore del paddock che per quello dei tifosi. 

Eppure, se non fosse stato per questioni legate alla sicurezza, i vertici dello sport erano forse disposti a gettare la polvere sotto il tappeto poiché, nel mezzo delle polemiche, stanno portando a casa il loro obiettivo: i numeri (e, quindi, i soldi). "I circuiti sono pieni, tutto va bene, non vedo questa negatività", ha detto Stefano Domenicali al podcast di The Race. "Voi giornalisti state diventando troppo ingegneri, ma le persone vogliono l'azione. Mi conoscete, se ci sono cose che non vanno io non ho problemi a dirlo, ma la Formula 1 è ancora il pinnacolo. Nel GT si parla solo di Verstappen, Kimi Antonelli era a Imola e aveva tutti gli occhi addosso. Noi dobbiamo essere positivi, non lo facciamo per difenderci ma perché ci crediamo. Noi amiamo la F1 per i piloti che spingono le vetture al massimo, ma altri no, e noi ormai andiamo oltre alle piste. I problemi tecnici saranno risolti, io non vedo le cose così frustranti. Noi stiamo guardando a qualcosa di più grande, che è il successo dello sport".  

Incalzato dai giornalisti della testata, che lo accusavano di guardare solo i "nuovi arrivati" anziché gli appassionati storici, il CEO italiano ha ammesso che: "Io sono il fan più grande che possa esistere, e vi dico che in Cina c'è stato il giro più veloce della storia dello sport. Questa continua a essere la natura della Formula 1, spingere e implementare nuove tecnologie. I piloti sono ancora i migliori del mondo, e resterà così anche in futuro, ma i tifosi sono il centro di quello che facciamo, altrimenti il nostro sarebbe un esercizio tecnico senza prospettive". 

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