Power unit, la FIA teme di non comprendere l’esatto potenziale di ogni costruttore
27/04/2026 20:20:00 Tempo di lettura: 3 minuti

Il regolamento 2026 è molto complesso da comprendere. Per i tifosi, per i giornalisti, ma anche per gli addetti ai lavori. La power unit, senza MGU-H, è diventata più semplice rispetto allo scorso anno, ma tutta la gestione collegata alla parte elettrica, per far sì che la F1 riuscisse a fare a meno del motogeneratore addetto al recupero di energia proveniente dai gas di scarico, ha portato ad un insieme di norme decisamente intricato.

Una delle novità introdotte, per aiutare i costruttori che non avrebbero iniziato la stagione con il piede giusto, è stata istituire ADUO. Un sistema che desse delle ottime opportunità di recupero basando il gap tra i competitor sul puro indicatore di potenza uscente dall’ICE (motore a combustione interna).

Alla FIA piacerebbe ‘’complicare’’ i test di definizione ADUO, i costruttori si oppongono

Come è possibile però che in un regolamento così articolato, la FIA abbia deciso di misurare il distacco tra i vari competitor sulla base soltanto di singolo parametro? Appare chiaro che non si possa tener conto della miriade di variabili che ruotano attorno al raggiungimento della prestazione di una monoposto di F1 procedendo in questo modo.

FIA, Tombazis

La realtà dei fatti però, e forse vi stupirà saperlo è che il metodo di individuazione dell’indice ADUO, non è stato scelto dalla Federazione. Sono stati i costruttori a scegliere il parametro da dover misurare. La FIA, anche se a malincuore, si è semplicemente adeguata: “Sapevamo già che la potenza del motore fosse solamente un numero. Nella primavera del 2025 avevamo avuto delle discussioni anche piuttosto lunghe con i produttori. La nostra proposta fu quella di valutare se potessimo prendere in considerazione altri aspetti, come la pressione del turbo, il diametro del turbo, la temperatura di esercizio del plenum e così via. La posizione dei produttori è stata unanime, ha affermato Nicholas Tombazis, direttore tecnico FIA per le monoposto.

“Tutti hanno voluto misurare le prestazioni tramite il valore della potenza uscente dal motore a combustione interna. Personalmente sarei favorevole a complicare la definizione della potenza aumentando il numero dei parametri da tenere in considerazione, ha continuato Tombazis, però in tono già rassegnato. La discussione, però, si è già svolta tempo fa, dunque non si aspetta che il punto di vista dei costruttori possa cambiare, riporta 'TheRace.com'.

Ormai manca poco alle prime valutazioni. Dopo Miami avremo il rapporto ADUO su chi avrà diritto di utilizzare degli aggiornamenti aggiuntivi rispetto ai leader, oppure no. Solamente qualche altro giorno di pazienza e sapremo.


Foto: Red Bull Racing

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