Nei giorni scorsi vi avevamo riportato la prima parte della nostra intervista esclusiva con Dino Beganovic, pilota di Formula 2 della DAMS e alfiere della Ferrari Driver Academy. Nell’articolo, che trovate CLICCANDO QUI, avevamo toccato il tema della FDA e della sua esperienza al volante di una monoposto di Formula 1 del Cavallino durante un weekend ufficiale di gara.
Quello che molti non sanno, però, è che Dino non fa parte di una famiglia ricca e non è “arrivato” dove si trova adesso grazie ai soldi. Al contrario, la sua storia è molto toccante poiché, per inseguire il suo sogno, ha dovuto fare moltissimi sacrifici insieme ai suoi genitori. Noi di Formula1.it abbiamo avuto la possibilità di affrontare con il giovane pilota svedese questo argomento e adesso vi riportiamo le sue parole.
“Non mi sono avvicinato al motorsport nel modo tradizionale. Tutto è iniziato grazie a mio padre che era un grande appassionato delle corse, con un amore per i motori, dato che è anche un meccanico in Svezia, e lo era anche in Bosnia. Ovviamente non è mai stato un pilota, è solo un meccanico di auto stradali, ma ha sempre seguito la Formula 1, e io la seguivo con lui in TV e sembrava davvero bella”.
“Un giorno poi ho avuto la possibilità di provare un kart nella pista che avevo vicino casa e, da quel momento, entrambi ci siamo innamorati di questo mondo”.
Come tutti sappiamo, il motorsport è uno dei mondi più complicati in cui entrare, a causa dei suoi elevatissimi costi. Proprio parlando di questo, Beganovic ha poi aggiunto: “Ovviamente c’è voluto molto tempo prima che potessimo comprare un nostro go-kart. È stato molto costoso perché all’inizio tutto era partito come una cosa divertente da fare in famiglia, poi man mano che crescevo sono iniziati ad arrivare i primi risultati molto buoni, e con essi avevamo sempre più riflettori puntati addosso. Il tutto ha richiesto sempre più soldi perché poi cercavamo anche di scalare le categorie e devo dire che sono stato molto fortunato durante il mio percorso a incontrare Rickard Rydell, che è il mio manager e mi ha aiutato molto dal punto di vista finanziario e contrattuale”.
Grazie a questo incontro la sua scalata è diventata leggermente più semplice, poiché fino a quel momento erano proprio Dino e la madre a dover cercare gli sponsor che poi gli permettevano di correre e vivere il suo sogno: “Da quel momento ho potuto smettere di pensare a questo, concentrandomi così esclusivamente sulla guida, e questo per noi è stato un grandissimo aiuto perché fino a quel momento eravamo solo io e mia mamma che andava in diverse aziende a cercare sponsorizzazioni per rimediare un po’ di soldi. Come dicevamo all’epoca, però, un po’ di soldi da cinquanta aziende diverse alla fine accumulano una bella somma, quindi sì, abbiamo fatto tanti sacrifici, ma alla fine ne è valsa la pena”.
L'intervista continua dopo la foto

La nostra lunga chiacchierata è poi continuata affrontando un altro tema molto importante per il giovane svedese. Dino è un ragazzo molto gentile e disponibile, e questo lo si può notare anche in autodromo quando viene avvicinato dai fan che gli chiedono un selfie o un autografo. Da adesso, però, almeno per il momento esclusivamente in Svezia, i suoi connazionali potranno scoprire qualcosa di più del lato personale di Beganovic.
Nelle scorse settimane infatti è stato rilasciato un documentario, “Dino vagen mot formul 1”, che mostra i dietro le quinte di alcuni momenti fondamentali della carriera del pilota FDA. Parlando di questo ai nostri microfoni ha dichiarato: “Questo progetto per me è molto importante perché mostra un po’ del mio viaggio e quello che abbiamo passato. Non è mai facile come potrebbe sembrare la maggior parte delle volte, soprattutto dal punto di vista economico e dei risultati”.
“Tutto è nato alla fine del 2021 quando sono stato contattato da André Wallström, il regista del documentario, che mi ha proposto la sua idea. Noi in verità non abbiamo avuto tanto da dire, eravamo davvero entusiasti di farlo. Poi si è unita anche la SVT che ha rilasciato il documentario, supportandolo e investendo su di esso”.
“È stato un bel viaggio, e mi piace che André abbia iniziato a seguirlo così presto. All’interno ci sono i momenti della mia stagione vincente in Formula Regional, l’anno in Formula 3, parte della mia avventura in F2, ma anche il primo test con la Ferrari. È stato molto bello aver registrato tutto questo, così da poterlo riguardare tra un paio d’anni, ma soprattutto per ora è bello aver fatto uscire un lato della mia storia, permettendo specialmente agli svedesi di vedere chi sono come persona. Spero che potremo rilasciarlo anche con i sottotitoli in inglese così potrà essere seguito anche dall’estero”.
Si ringraziano Dino Beganovic la FDA e la Scuderia Ferrari HP per la cordialità e la disponibilità mostrata nell'intervista. La riproduzione parziale di questo contenuto esclusivo è possibile previa citazione dell'autore (Giuseppe Cianci) e della fonte Formula1.it con il link al contenuto originale.
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Foto: Scuderia Ferrari HP