McLaren, la rinascita passa dalla papaya: i segreti di Zak Brown
11/05/2026 21:45:00 Tempo di lettura: 2 minuti

Dietro i recenti successi della McLaren, si nasconde una figura esuberante, caotica, solare ed estremamente intelligente, che risponde al nome di Zak Brown. All'imprenditore americano non dispiace stare sotto la luce dei riflettori, ma allo stesso tempo non si conosce molto di lui, e si parla poco del contributo alla rinascita del team. Classe 1971, comincia la sua storia nel motorsport guidato dalla passione, aprendo un'agenzia di marketing sportivo, che venderà poi nel 2008. In quegli anni comincia ad avere i primi agganci con i vertici della Formula 1, quali Luca Cordero di Montezemolo, Bernie Ecclestone e Ron Dennis, fino a che non sarà chiamato da quest'ultimo a guidare il lato economico dello storico team di Woking. 

Sotto la sua supervisione, la McLaren ha cambiato regime, attirando tifosi, sponsor e persone di talento, entrando in un circolo vizioso che dà i suoi frutti ancora oggi. Brown, con quel pizzico di arroganza tipico del sogno americano, ha portato una ventata di aria fresca in un team che stava sprofondando sempre di più nella tomba. "Quando sono arrivato era casino, tutto stava cadendo a pezzi. C'era troppa politica, i fan non erano contenti, e di conseguenza neanche quei pochi investitori che avevamo. Avevamo appena chiuso la stagione peggiore della storia, noni nel campionato. Sapevo di avere in mano un grande brand, che doveva essere svecchiato, e ottime persone. La squadra vantava 20 Titoli, e sono ripartito da questo: siamo tornati al color papaya per dare l'idea di essere un team energico, pieno di colore, vibrante e caldo, in opposizione a quel nero che faceva molto "Darth Vader", per nulla accomodante dall'esterno", ha rivelato il CEO al podcast di The Race. 

Questi cambiamenti non piacevano a tutti, specialmente in un ambiente rigido e controllato come quello inglese. Brown, però, aveva capito quanto era importante assecondare l'audience, anche a costo di sacrificare qualche parte di storia: "Qualcuno mi aveva criticato di assecondare solo i fan, ma è per loro che siamo qui. Ho lavorato tanto con il lato commerciale, per prendere i piloti migliori, trovare i fondi per una nuova galleria del vento e altri strumenti che ci hanno aiutato nella ripresa". 

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