Ci sono aste che attirano appassionati e poi ci sono quelle che fanno tremare i collezionisti veri, quelli che non chiedono il prezzo ma la provenienza. Questa è una di quelle: una Formula 1 del 1990 con motore V12 Lamborghini e una Countach unica al mondo, entrambe nella stessa livrea Camel, vendute come un lotto indivisibile. E i milionari, prevedibilmente, stanno già scaldando i portafogli.

La protagonista è la Lamborghini-Lotus Type 102, l’unica Lotus di Formula 1 mai equipaggiata con un V12. Un pezzo di storia: telaio 02, stagione 1990, motore 3.5 aspirato da 640 CV, guidata da Warwick, Donnelly e Herbert. Un’epoca in cui i turbo erano finiti e il rombo dei dodici cilindri tornava a dominare l’aria.
Dopo anni in una collezione privata, la monoposto è stata restaurata dal Polo Storico Lamborghini, riportata a uno stato perfettamente funzionante. E non è solo un cimelio: è la stessa vettura utilizzata nel film “F1: Il film” con Brad Pitt, scelta per estetica, suono e autenticità.
Un dettaglio che, nel mondo delle aste, vale quanto un certificato di nobiltà.
Nel pacchetto c’è anche una Lamborghini Countach 5000 QV del 1985, ma non una qualunque: è l’unica Countach con guida a destra uscita dalla fabbrica in Giallo, una tonalità quasi identica a quella della monoposto. Un’icona assoluta, capace di toccare i 288 km/h e di diventare protagonista di test, riviste e sfide con superbike negli anni Ottanta.
Per creare un legame visivo perfetto, la Countach è stata restaurata e riverniciata con una livrea ispirata alla F1, mantenendo però la sua originalità al 100% sotto la pelle.
Due anime diverse, un unico DNA: V12, storia, spettacolo.
Le due vetture vengono vendute insieme come Camel Collection, curate da Furlonger Specialist Cars. Nessun prezzo ufficiale, ma le stime parlano chiaro: tra i tre e i quattro milioni di euro. Non solo per la rarità, ma per l’idea stessa del pacchetto: una F1 V12 e una Countach coordinate come se fossero uscite da un garage da sogno degli anni Novanta.
Un’offerta che non si ripeterà. E che, nel mondo dei collezionisti, ha già un effetto prevedibile: chi può permetterselo, sta già facendo spazio in salotto.
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