L’approdo più inatteso per un campione (im)prevedibile
18/05/2026 20:30:00 Tempo di lettura: 4 minuti

Il futuro di Max Verstappen continua a essere il grande tema sotterraneo della stagione. Tra dichiarazioni enigmatiche, frustrazioni tecniche e un regolamento che l’olandese ha paragonato a Mario Kart, il paddock si interroga su quale possa essere la sua prossima mossa. E mentre la Mercedes resta la destinazione più discussa, David Coulthard introduce una lettura diversa: per lui, Verstappen sarebbe più a suo agio nel mondo Ferrari che in quello di Brackley.

 

Perché la Ferrari sarebbe “la sua” squadra

L’approdo più inatteso per un campione imprevedibile

Nel podcast Up to Speed, Coulthard non ha usato mezzi termini. Secondo l’ex pilota scozzese, la Ferrari offrirebbe a Verstappen un ambiente più naturale, più libero, più adatto alla sua personalità.
«Penso che Max sia più adatto al mondo Ferrari che a quello Mercedes», afferma. «In termini di libertà di essere se stesso, credo che si troverebbe più a suo agio lì».

Un concetto che va oltre la pura competitività tecnica. Coulthard immagina un Verstappen immerso in un contesto meno strutturato, meno rigido, dove il pilota può semplicemente “presentarsi, guidare veloce, vincere e tornare a casa”. Un ritratto che contrasta con l’universo Mercedes, storicamente più metodico, più ingegneristico, più orientato al controllo dei processi.

Eppure, nonostante l’interesse dichiarato di Toto Wolff — che ha ammesso l’errore di aver corteggiato Verstappen pubblicamente — l’olandese non sembra incline a lasciarsi sedurre.

 

La Red Bull resta la priorità: Schiff sposta la pressione

A complicare il quadro c’è la posizione di Naomi Schiff, che nel dibattito aggiunge un elemento chiave: la stabilità ritrovata in Red Bull. Secondo l’analista, se l’inizio di stagione fosse rimasto problematico, Verstappen avrebbe potuto davvero valutare un cambio di scenario.
Ma la situazione si è ricomposta.

«Se le cose vanno bene alla Red Bull, Max non ha alcuna intenzione di andarsene», ricorda Schiff. Il punto, quindi, non è dove Verstappen potrebbe andare, ma cosa la Red Bull deve fare per trattenerlo.

La pressione, dice Schiff, è tutta sul team: garantire una vettura vincente, mantenere le promesse, evitare che l’olandese si senta costretto a guardarsi intorno.
Perché, al netto delle suggestioni Ferrari o Mercedes, Verstappen ha sempre dichiarato di voler chiudere la carriera con la squadra che lo ha portato al vertice.

 

Coulthard apre una prospettiva affascinante: un Verstappen in rosso, libero, istintivo, perfettamente allineato allo spirito Ferrari. Schiff, però, riporta il discorso alla realtà: il futuro dell’olandese dipende soprattutto dalla Red Bull e dalla sua capacità di restare competitiva.

Il resto — Ferrari, Mercedes, scenari alternativi — resta sullo sfondo. Affascinante, sì. Ma ancora lontano dal diventare una scelta concreta.

 


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