Gasly si presenta in Canada con fiducia: «Abbiamo imparato e vogliamo spingere»
21/05/2026 20:48:00 Tempo di lettura: 4 minuti

Pierre Gasly arriva a Montréal con un bagaglio di chilometri e sensazioni che vanno ben oltre il lavoro svolto al simulatore. Dopo Miami non si è fermato un attimo: ha guidato a Magny-Cours, ha girato al Paul Ricard, ha provato una monoposto storica e ha continuato a lavorare sul pacchetto tecnico che la squadra porterà in pista.
Il francese si presenta così al giovedì canadese con entusiasmo, lucidità e la sensazione di avere finalmente un filo tecnico da seguire.

 

Un maggio pieno di pista: tra Magny-Cours, Paul Ricard e una F1 del ’79

Gasly si presenta in Canada con fiducia: «Abbiamo imparato e vogliamo spingere»

Gasly è il primo a intervenire in conferenza stampa e racconta un mese vissuto più al volante che a casa.

«È stato davvero fantastico», dice. «Un weekend molto speciale, in cui ho potuto vedere vecchie auto di F1 e fare qualche giro su una vettura del 1979 con motore Renault. E poi è stato bello andare a Magny-Cours, la mia prima volta lì. Siamo a fine maggio, ci sono state solo quattro gare, quindi non vedo l'ora di passare un po' più di tempo in pista».

Il francese parla con leggerezza, ma dietro c’è un lavoro costante: ritrovare sensazioni, capire la vettura, accumulare riferimenti. E tutto questo arriva nel momento in cui la squadra introduce piccoli aggiornamenti che potrebbero fare la differenza.

 

Novità tecniche e uno sguardo alla GT3 di Verstappen

Gasly entra poi nel merito del weekend canadese, con un approccio concreto.

«Abbiamo tratto ottimi insegnamenti da Miami e arriviamo qui con alcune novità da provare nelle FP1 e alcune modifiche da apportare alla vettura rispetto a Miami. Il ritmo era buono: ottavo nello Sprint, Franco settimo in gara, quindi dobbiamo solo continuare a spingere».

Il francese commenta anche la GT3 e l’esperienza di Max Verstappen al Nürburgring, un tema che ha incuriosito molti piloti.

«La GT3? Non è stato facile stare dietro a Verstappen al Nürburgring, ma lui ha dimostrato un livello altissimo; penso che sia stata un'esperienza davvero bella. Un giorno mi piacerebbe provarla anch'io».

Gasly osserva, studia, assorbe. E lascia intendere che, appena possibile, vorrà mettersi alla prova anche lui.

 

Gasly arriva in Canada con fiducia, chilometri e un pacchetto tecnico che promette piccoli passi avanti.
Il ritmo mostrato a Miami è stato incoraggiante, e il francese sembra pronto a trasformare sensazioni e lavoro in un weekend concreto. Montréal, con le sue variabili e il suo carattere unico, dirà quanto lontano potrà spingersi.

 

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