Tra partenze e autocritica: Russell definisce la sua strada per Montréal
21/05/2026 21:30:00 Tempo di lettura: 5 minuti

George Russell arriva a Montréal con un approccio limpido: niente panico, niente sovrastrutture, solo lavoro, autocritica e la volontà di trasformare un weekend difficile in un punto di ripartenza. Miami è stata dolorosa, ma utile; il Canada è l’occasione per rimettere ordine, sfruttare gli aggiornamenti e ritrovare un equilibrio che il britannico sente ancora alla sua portata. La priorità è chiara: concentrarsi su sé stesso e sistemare le partenze, il vero tallone d’Achille di questo inizio di stagione.

 

Dopo Miami: “È stato difficile, ma ne trarrò beneficio”

Tra partenze e autocritica: Russell definisce la sua strada per Montréal

Russell apre con un desiderio semplice e diretto: tornare a correre, e farlo senza pause:

«Non vedo l'ora di tornare a correre, e di avere più gare consecutive. Miami è stato un weekend difficile per me, ma ho imparato molto e mi sento alla grande in vista di questo weekend».

 

Il britannico non nasconde la durezza della trasferta in Florida, ma la incornicia come un passaggio necessario:

«A Miami è stato difficile ma ho imparato molto e arrivo con idee chiare. È stato un weekend doloroso, ma penso che ne trarrò beneficio per il resto dell'anno. Spero di essere competitivo con gli aggiornamenti tanto quanto Ferrari e McLaren lo sono stati in Florida. Ci sono buone sensazioni, ma poi dipende dalla pista».

 

Nessuna ossessione per il campionato, nessuna corsa al giudizio:

«È un'altra gara, come le altre. In questo momento non penso al campionato ma solo a ciò che sto facendo. Miami è andata male, ma non c'è motivo di farsi prendere dal panico. Il campionato è lungo, in F2 avevo un divario ancora più ampio».

 

E poi la frase che sintetizza il suo approccio mentale:

«Mi sto concentrando solo su me stesso come mio principale avversario. Se spunto tutte le mie caselle, so che posso battere chiunque. Non guardo al mio vantaggio sugli altri, guardo a come ottenere il meglio da me stesso, dai miei ingegneri, dal set-up della macchina... E se lo faccio posso vincere».

 

Partenze, aggiornamenti e adattamento: “Sappiamo dove intervenire”

Russell entra poi nel merito del lavoro tecnico, indicando con precisione la priorità assoluta:

«Le partenze sono un grande focus per noi, sono un nostro grande punto debole. A breve termine è difficile ottenere grandi progressi e, naturalmente, le partenze di gara non possiamo esercitarle molto spesso. In alcune gare non si possono nemmeno provare nelle libere. Ma faremo del nostro meglio per migliorare».

 

Gli aggiornamenti vanno nella stessa direzione:

«Ci siamo concentrati molto sulle partenze che sono il nostro problema più grande, lo sappiamo e presto potremo guadagnare significativamente. Ma ora dobbiamo solo lavorare per migliorare il più possibile».

 

E poi c’è il rapporto tra vettura e stile di guida, un equilibrio che cambia da circuito a circuito:

«La macchina che non si abbina al mio stile di guida? Penso, come l'anno scorso, che dipenda dal circuito. Alla fine il punto più oscuro è stato Miami. In Giappone sono stato sfortunato, se le cose fossero andate diversamente lì... Negli ultimi due anni penso che Montreal sia stata abbastanza adatta alla nostra vettura, mi piace molto».

Russell chiude con un pensiero su Kimi Antonelli e sul livello mostrato dal compagno di squadra:

«Kimi è stato eccezionalmente veloce per tutto lo scorso anno. La differenza era che eravamo in mezzo a così tante altre squadre, anche passare la Q1 era stressante. Se facevamo una partenza sbagliata, non riuscivamo a superare quattro o cinque macchine perché non avevamo il vantaggio di passo. Sta performando ad alto livello, l'ho visto lo scorso anno ed è un pilota fantastico».

E una nota personale, lontana dalla F1:

«Mi piacerebbe anche correre la 24 Ore del Nürburgring un giorno, ha fatto un ottimo lavoro ma è anche in una posizione attuale che gli permette di avere esperienze del genere».

 

Russell arriva in Canada con una chiarezza rara: Miami è stata una scossa, ma anche un punto di ripartenza. Le partenze restano il nodo principale, gli aggiornamenti una speranza concreta, la mentalità un’ancora solida. Montréal, pista che negli ultimi anni ha sorriso alla sua vettura, dirà quanto lontano potrà spingersi questo nuovo equilibrio.

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