Russell ritrova ritmo e fiducia: tra conferme, partenze e un weekend ancora aperto
23/05/2026 10:10:00 Tempo di lettura: 4 minuti

George Russell esce dalla qualifica sprint di Montréal con una sensazione chiara: non una sorpresa, ma una conferma. Dopo la gara difficile di Miami, il britannico ritrova un circuito che gli si adatta e un possibile podio che rimette ordine nelle percezioni esterne, non nelle sue. La sua lettura è lucida, quasi chirurgica: le tendenze ci sono da anni, il resto è rumore. Ora la sfida è trasformare questa fiducia in punti pesanti tra sabato e domenica.

 

«Non avevo bisogno di conferme»: la lucidità dopo la sprint

Russell ritrova ritmo e fiducia: tra conferme, partenze e un weekend ancora aperto
Rachel Brookes gli chiede come si senta dopo il podio nella sprint. Russell sorride, ma resta ancorato alla realtà.

«Sì, mi sento bene. Ovviamente si tratta solo della gara sprint, ma arriva dopo una gara difficile a Miami. Non ero troppo sorpreso dalla prestazione a Miami, e non lo sono nemmeno adesso. Sapevo che questo circuito mi avrebbe favorito di più, proprio come l’anno scorso, quindi è stato bello averne la conferma».

Quando gli chiedono se avesse bisogno di quella conferma, la risposta è netta.

«No, non proprio. Sono in questo sport da sette anni e le tendenze ci sono da sette anni. È solo che voi lo state notando ora perché sto lottando per le vittorie e per il campionato. Se tra Miami e oggi avessimo avuto Bahrain e Arabia Saudita, e fossero state positive come Melbourne e Cina, la questione non sarebbe nemmeno venuta fuori».

Poi torna al presente, senza indulgere.

«C’è ancora molta strada da fare. Domani è un altro giorno e domenica potrebbe piovere, quindi sono concentrato sul conquistare punti».

 

La vera sfida: partire bene e difendersi da chi scatta forte

Brookes gli chiede cosa potrebbe impedirgli di vincere domani. Russell non esita.

«Partire bene. Al momento per noi è un po’ come lanciare una moneta e sperare per il meglio. Stiamo facendo piccoli passi avanti, ma siamo lontani da dove dovremmo essere».

Poi guarda gli avversari diretti.

«La McLaren è dietro di noi. Stanno facendo partenze veloci. Lewis è in P5, credo?»

Brookes lo corregge: P5.

«P5, ok. Come ho detto, godiamoci il momento e cerchiamo di portare quella fiducia anche domani».

È un Russell concentrato, consapevole che la gara lunga sarà un’altra storia: partenze, gestione, forse pioggia. Un equilibrio sottile tra fiducia e prudenza.

 

Russell lascia la sprint con una certezza: il suo livello non è mai cambiato, è cambiato solo il contesto. Il Canada gli restituisce ritmo e fiducia, ma la vera sfida è davanti: partire bene, gestire la pressione, trasformare una buona sensazione in punti pesanti.

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