Si chiama "tensionamento" psicologico, indipendentemente da quanto sia corretta l'espressione: mantenersi sulla corda a vicenda tra grandi avversari, ancora più battaglieri l'uno nei confronti dell'altro quando si è compagni di team.
Pensavamo già all'inizio del Mondiale 2026 che George Russell fosse il pilota del Circus con la maggiore pressione addosso: Mercedes tornata a livelli altissimi e un compagno di squadra come Kimi Antonelli che offre ai media risultati e titoli, per ragioni variegate che vanno dal talento cristallino alla giovane età, l'uno e l'altra sintetizzabili nello status di predestinato.
Ci vuole una straordinaria lucidità per gestire tutte queste "minacce" in quella che era stata annunciata come la stagione della consacrazione e che come tale si starebbe confermando se non fosse per il "fuoco amico" che al momento è anche la maggior fonte di spettacolarità per un pubblico che ancora deve abituarsi a tanti aspetti inediti di questo "anno zero".
Nella sprint ha tirato fuori gli artigli, in qualifica ha fatto sentire il ruggito, Russell, ha ottimizzato il feeling con la monoposto come meglio non avrebbe potuto, a cominciare dalle traiettorie esibite dalla sua W17: due prove d'autore che sono l'aperitivo più appetitoso possibile per la battaglia da ingaggiare nella seconda serata italiana di stasera, quando mentre staremo aspettando di capire quale sia il massimo ottenibile dalle Ferrari ci godremo duelli e ambizioni incrociati tra le due Mercedes, tra le due McLaren, tra tutti quattro i contendenti.
Uno che sceglie, come ha fatto Russell in qualifica, di avere il serbatoio inizialmente più pieno rispetto agli altri per arrivare al giro perfetto nel finale, dimostra di essere in grado di fare le scelte migliori soprattutto quando si ritrova sotto pressione. Con uno così, devi sempre farci i conti.