Ocon affonda in Canada: «La mia Haas aveva un problema, non c’era un giro pulito»
27/05/2026 19:02:00 Tempo di lettura: 4 minuti

Il weekend canadese ha lasciato un segno profondo su Esteban Ocon. Mentre altri francesi hanno trovato un modo per raddrizzare la domenica, con Gasly in top 10 e Hadjar addirittura quinto, il pilota Haas ha vissuto una gara in cui nulla ha funzionato. Non è stata solo mancanza di ritmo: Ocon parla apertamente di un problema tecnico che ha compromesso ogni fase della sua corsa, soprattutto in frenata, dove ha moltiplicato i blocchi e perso fiducia curva dopo curva.
Un weekend iniziato male e finito peggio, con aggiornamenti montati all’ultimo e zero tempo per adattarsi.

 

Aggiornamenti all’ultimo minuto e una vettura ingestibile

Ocon affonda in Canada: «La mia Haas aveva un problema, non c’era un giro pulito»

La Haas ha introdotto gli aggiornamenti sulla monoposto di Ocon solo al sabato, nel pieno del weekend, lasciandogli appena due giri per capire la nuova configurazione prima delle qualifiche. Il risultato è stato inevitabile: eliminazione in Q1 e una gara passata nelle retrovie, spesso in lotta con la Cadillac di Sergio Pérez e l’Aston Martin di Lance Stroll.

Ocon non cerca scuse, ma individua chiaramente il problema:
«Non credo ci sia stato un solo giro in cui non abbia bloccato le ruote anteriori. La curva 10 era la peggiore, ma sono uscito due volte anche alla curva 8».


Un comportamento anomalo, che secondo lui non dipende dagli aggiornamenti:
«Ero più lento di un secondo al giro rispetto a quanto avrei dovuto. La modifica dovrebbe migliorare la vettura, non peggiorarla. Qui c’era qualcosa che non funzionava».

Il francese parla di una vettura ingestibile, soprattutto in frenata, e di un ritmo che non ha mai permesso di avvicinarsi ai punti nonostante i sei ritiri che hanno movimentato la gara.

 

Una scelta strategica giusta, ma insufficiente per salvare il weekend

Se c’è un elemento positivo, Ocon lo trova nella scelta della gomma alla partenza. Haas ha deciso di non seguire la scommessa delle Audi e delle McLaren, che hanno optato per le intermedie su una pista ancora umida. Ocon è partito con le gomme medie, una decisione che si è rivelata corretta: il doppio giro di formazione e l’asciugarsi rapido dell’asfalto hanno punito chi aveva rischiato.

«Siamo riusciti a sopravvivere alla partenza», ha spiegato.
«Ho avuto una bella battaglia con Fernando nel primo giro. E ha smesso di piovere dopo due o tre giri».


Ma la strategia giusta non basta quando la vettura non risponde. Il problema tecnico ha reso impossibile sfruttare qualsiasi opportunità, anche nelle fasi più caotiche della gara. Ocon chiude 14°, lontano dai punti e con la sensazione di non aver mai avuto una monoposto realmente guidabile.
«C’è molto da analizzare. Chiaramente c’era qualcosa che non ha funzionato sulla mia vettura», ha concluso.

 

La Haas lascia Montréal con più domande che risposte. Gli aggiornamenti introdotti in corsa non hanno potuto essere valutati, e il problema tecnico di Ocon ha distorto completamente il quadro. Il team dovrà capire rapidamente cosa non ha funzionato, perché Monaco non perdona: serve una vettura precisa, stabile, prevedibile.

Ocon guarda avanti con lucidità: il Canada è stato un incidente di percorso, ma non può — e non deve — diventare un trend.

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