Partire con un buon passo gara, due auto nelle prime file e chiudere la gara con un doppio zero pesantissimo per la classifica costruttori. Questo è quanto accaduto nel giorno del GP del Canada alla McLaren, vittima perfetta della confusione a livello meteorologico che si è verificata prima del via del GP a Montreal, causata dalla scelta presa dai piloti di Woking di partire con gomme intermedie su pista lievemente umida, tendente all'asciutto.
Le vetture del team papaya hanno avuto un buono spunto, visto che le Pirelli Intermedie sono semplici da portare in temperatura, ma dopo pochi metri è parso chiaro che la scelta fosse del tutto sbagliata, tale da spingere sia Norris sia Piastri a rientrare ai box e ad abbandonare qualsiasi speranza di poter lottare per le posizioni di vertice.
Una condizione meteo difficile da interpretare, al netto di previsioni errate, ha portato la McLaren a fare harakiri. Una situazione vissuta in prima persona dall'ex pilota di Formula 1 Juan Pablo Montoya, presente sulla griglia di partenza di Montreal. Il colombiano ha raccontato, in una recente intervista a Sports Betting, quelle che erano le sue sensazioni prima del via, specie su quello che sarebbe stato il meteo da lì a pochi minuti.
“In McLaren nell’ultimo anno e mezzo hanno avuto la miglior macchina - ha ammesso Juan - mentre ora, per provare a vincere, sono costretti a pensare qualcosa di diverso o brillante, a rischiare dunque. Forse in questo momento la McLaren è la seconda vettura in griglia dopo la Mercedes, ma se vuoi battere la Mercedes non puoi permetterti errori di questo genere”.
“Ero incredulo. A quanto so, la decisione è stata presa da Piastri: era preoccupato perché da Curva 8 a Curva 10 la pista era bagnata e per lui era da intermedie. In quelle condizioni l’ultima parola spetta al pilota. Il team si fida della sua capacità di prendere decisioni giuste”.
“Le previsioni meteo dei team sono avanzate. Mi chiedo se avessero previsto l’arrivo della pioggia. Quando mi sono posizionato in griglia di partenza si potevano distinguere zone umide e asciutte. Si vedeva l’ombra asciutta dell’ala e cominciava a piovere. Ma poco prima si era disputata la gara di F2 e avevano le slick con pista più bagnata”.
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