Grande spettacolo questo pomeriggio all'Autodromo Internazionale di Monza. Sul tracciato brianzolo è infatti andata in scena la 3 ore di Monza del GTWC, che fin dai primi metri ha regolato spettacolo e colpi di scena, stravolgendo tutto.
Il secondo round della stagione 2026 si è disputato sotto un caldo torrido, in una cornice di pubblico straordinaria che ha richiamato migliaia di appassionati sulle tribune del circuito italiano.
Fin dalle prime battute era chiaro che non sarebbe stata una gara come le altre. La partenza, ritardata di trenta minuti a causa di alcuni incidenti verificatisi nelle categorie di supporto, aveva già fatto intuire che la giornata sarebbe stata particolarmente movimentata. Alla partenza, i timori si sono subito trasformati in realtà: quando i semafori si sono spenti, diverse vetture sono rimaste coinvolte in un incidente multiplo alla prima curva, con molti protagonisti costretti al ritiro dopo appena poche centinaia di metri dal via.
Tra le tantissime vetture coinvolte troviamo anche le due Ford che dopo un'ottima qualifica erano riuscite a scattare dalla testa dello schieramento e la Ferrari numero 51 affidata in quel momento ad Alessio Rovera.
Ad innescare la carambola è stata la Mercedes GT3 di Maxime Martin, poi penalizzata con uno stop and go di tre minuti che l'ha definitivamente messa fuori gioco, portandola al ritiro. Intervistato poi all'interno del proprio box, il pilota, visibilmente alterato ha dichiarato: "Non so di cosa si lamentino, io non ho toccato una sola macchina, ma mi hanno dato la colpa. Sono andato a destra perché la Ferrari non mi ha lasciato spazio, non ho niente da dire".
Nell'elenco dei ritirati dopo questo contatto ritroviamo però anche l’Aston Martin #007 di Mattia Drudi, Marco Sørensen e Nicki Thiim, che dettavano il passo in classifica dopo aver trionfato al Paul Ricard nel weekend inaugurale. Un altro colpo di scena è poi arrivato proprio mentre il regime di Safety Car era ancora attivo con la vettura del Dottore Valentino Rossi, rientrata ai box per smarcare la prima delle tre seste obbligatorie, ma che, a causa di un problema alla frizione, ha successivamente dovuto alzare bandiera bianca proprio mentre stava lasciando la pit lane.
Continuando la gara i colpi di scena non sono terminati. Dopo il doloroso ritiro dalla 24 Ore del Nurburgring, la Mercedes numero 3 del team di Verstappen ha dovuto ritirarsi anche qui, nuovamente a causa di un problema legato all'affidabilità.
A trionfare nel Tempio della Velocità è stata l'Audi del Tresor Attempto Racing numero 66 affidata al giovanissimo pilota potentino Rocco Mazzola, Sebastian Øgard e Ariel Levi. Partiti dalla ventinovesima posizione, il trio dopo una rimonta assolutamente perfetta è passato per primo sotto la bandiera a scacchi.
Gli ultimi due stint, affidati all'italiano, lo hanno visto protagonista nella lotta per le posizioni di vertice. Dopo aver completato i tre pit stop obbligatori previsti dal regolamento, Rocco è tornato ai box per una quarta sosta molto breve, della durata di appena 80 secondi. Un passaggio necessario soprattutto per azzerare il tempo massimo di guida consecutiva consentito per ciascun pilota.
La stessa strategia è stata adottata anche dagli altri quattro equipaggi in lotta per la vittoria. La svolta della gara è però arrivata proprio mentre i leader si preparavano a rientrare in pit lane: un nuovo intervento della Safety Car si è reso necessario in seguito a un incidente che ha coinvolto una McLaren, finita contro le barriere.
Grazie a questa neutralizzazione, Mazzola ha potuto effettuare la sosta in regime di Safety Car, rientrando in pista in seconda posizione alle spalle di Perez Companc, portacolori del Saintéloc Racing e suo diretto rivale sia nella classifica assoluta sia in quella riservata alla classe Silver.
L'argentino era riuscito a mantenere la leadership grazie a un pit stop di circa venti secondi più corto rispetto al tempo minimo imposto dal regolamento. Un'irregolarità che gli è però costata cara: alla tornata successiva è stato infatti richiamato nuovamente ai box per un altro stop, consegnando così il comando della corsa al pilota del Tresor Attempto Racing.
Alla ripartenza da Safety Car Rocco Mazzola ha poi fatto le spalle larghe, tenendosi dietro rivali come Dienst, Rörr e Auer, almeno fino a quando il pilota della Mercedes-AMG Winward Racing non è rimasto coinvolto in un incidente alla Prima Variante. Nel corso di una concitata bagarre, una Porsche e una BMW sono entrate in contatto tra di loro, con una vetture che è stata proiettata nella traiettoria della Mercedes #87, che non ha potuto evitare l’impatto.
Dopo 79 giri di gara, Mazzola, Øgaard e Levi, anche grazie alla loro una gestione magistrale della corsa, hanno scritto la storia diventando il primo equipaggio Silver a trionfare nella classifica overall di una gara endurance del GT World Challenge.
Guardando alle altre classi la Gold Cup ha visto trionfare la Ferrari 296 GT3 EVO #71 di Selected Car Racing, affidata a Frederik Schandorff, Simon Birch e Malte Ebdrup, mentre in Bronze Cup, a festeggiare è stata la Ferrari 296 GT3 EVO #74 del Kessel Racing con Dustin Blattner, Lorenzo Patrese e Dennis Marschall.
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