Una liberazione. E’ questa l’idea che ha dato Fernando Alonso (oltre a una dose di felicità ben tangibile) quando è sceso dall’auto, è andato ad abbracciare il suo team e si è portato la bandiera gialla con il Cavallino in piedi sulla F138. Un gesto che ricorda Silverstone 2011 (unica vittoria della Ferrari in quella stagione semi-disastrosa), quando Fernando issò il volante della 150° Italia e indicò il simbolo della Rossa al centro del volante, sorridendo potentemente sotto il casco… Poi l’abbraccio con Stefano Domenicali e Piero Ferrari, il direttore d’orchestra moderno e l’erede del creatore di un sogno senza limiti, poi andato sul podio a prendersi il bagno di folla, la coppa e gli applausi di una terra, la Cina, ormai puro terreno di conquista per le vetture stradali Ferrari.