Brown contro Red Bull sulla doppia proprietà. C’é del marcio dietro?
20/06/2026 20:27:00 Tempo di lettura: 4 minuti

Zak Brown torna a colpire uno dei temi più sensibili della Formula 1 moderna: la possibilità di possedere più di una scuderia. E lo fa puntando il dito contro la Red Bull, accusata di mantenere un modello che, secondo lui, compromette l'integrità sportiva. David Coulthard risponde, ricordando però quanto quel modello abbia trasformato la Racing Bulls. È un confronto che riapre una domanda antica: indipendenza o efficienza?

 

La posizione di Brown: una Formula 1 che deve essere davvero indipendente

Brown contro Red Bull sulla doppia proprietà: c’è davvero un problema?

All’inizio dell’anno, Brown ha scritto alla FIA chiedendo norme più severe contro la proprietà di più squadre. Per lui il rischio è chiaro: due scuderie sotto lo stesso controllo possono condividere troppo, influenzare troppo e condizionare troppo gli equilibri del campionato.
Nella sua lettera ha citato episodi specifici di collaborazione tra Red Bull e Racing Bulls, sostenendo che questo modello «dovrebbe essere gradualmente eliminato».

È una battaglia che Brown porta avanti da tempo e che trova eco anche in figure come Toto Wolff, che ha più volte sottolineato l’importanza dell’indipendenza strutturale delle squadre.

 

La risposta di Coulthard: ricordare da dove arriva la Racing Bulls

David Coulthard, ex pilota Red Bull e voce storica dell’ambiente, ha risposto nel podcast Up to Speed. Non nega che il tema sia legittimo, ma invita a osservare la storia nella sua interezza:
«La Red Bull ha aiutato quella che era una piccola scuderia di centro classifica a diventare una squadra competitiva. Non lo era affatto quando la Red Bull ne ha acquisito le quote».

È un punto che ribalta la prospettiva: senza il sostegno della Red Bull, la Racing Bulls sarebbe mai diventata ciò che è oggi?
Coulthard riconosce che esiste uno slancio crescente verso una maggiore indipendenza delle squadre, ma sottolinea anche che non esiste alcuna direttiva ufficiale che imponga un cambiamento.
E finché non arriverà una norma diversa, la Red Bull continuerà a operare come ha sempre fatto: due squadre, un ecosistema e un modello che, almeno finora, ha prodotto risultati.

La discussione, quindi, non riguarda soltanto ciò che accade in pista, ma anche la governance della Formula 1.

La proprietà multipla rappresenta un vantaggio competitivo che altera l’equilibrio del campionato?
Oppure è uno strumento che consente la crescita e la sopravvivenza di realtà che, da sole, avrebbero maggiori difficoltà a restare competitive?

Brown vede un rischio per l’equità sportiva. Coulthard, al contrario, vede un’opportunità che ha già dimostrato il proprio valore. E come spesso accade in Formula 1, la verità potrebbe trovarsi nel difficile equilibrio tra queste due visioni.

Foto copertina x.com

Foto interna x.com

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