Esclusiva Bennett: la fiducia di Trident e una vittoria che cambia tutto
A pochi giorni dalla prima vittoria in Formula 2, John Bennett ci ha raccontato in esclusiva le sue sensazioni dopo il trionfo di Spielberg e il lavoro svolto con Trident

01/07/2026 18:00:00 Tempo di lettura: 6 minuti

Il fine settimana del Red Bull Ring di Spielberg non ha regalato spettacolo soltanto in Formula 1. A fare da contorno al Circus, infatti, sono scese in pista anche Formula 2 e Formula 3, con i giovani talenti pronti a mettersi in mostra e a conquistare risultati importanti in uno dei tracciati più impegnativi del calendario.

Tra i protagonisti del weekend austriaco spicca senza dubbio John Bennett, ventiduenne britannico del team Trident, capace di conquistare la Sprint Race del sabato con una prestazione solida e determinata. Una vittoria che rappresenta un punto di svolta nella sua stagione.

Noi di Formula1.it abbiamo avuto il piacere di scambiare quattro chiacchiere con lui, ripercorrendo un’annata fatta di crescita, difficoltà e importanti segnali di maturazione, già intravisti qualche settimana fa con le rimonte messe a segno a Barcellona.

Quella in corso è la seconda stagione di Bennett in Formula 2. Nel 2025 aveva infatti debuttato con Van Amersfoort Racing, prima di approdare in Trident al fianco di Laurens Van Hoepen. Un cambiamento che sembra avergli dato nuova linfa: "Finora mi è piaciuto molto lavorare con la Trident; abbiamo dimostrato un buon ritmo per tutta la stagione. In alcuni momenti siamo stati sfortunati, ma vincere in Austria è una sensazione incredibile".

Esclusiva Bennett: la fiducia di Trident e una vittoria che cambia tutto

Rispetto allo scorso anno, il salto di qualità è evidente, parlando infatti di questo Bennett ha aggiunto: "Ho molta più fiducia in me stesso e nella macchina. Il passaggio alla F2 comporta tante sfide: gestione gomme, preparazione, conoscenza delle piste. Ora, al secondo anno, ho imparato tantissimo e devo sfruttarlo al massimo".

La carriera del britannico è però tutt’altro che tradizionale. A differenza della maggior parte dei suoi avversari, non ha iniziato giovanissimo con il karting: "Mio padre correva su una Caterham quando ero piccolo e questo mi ha fatto appassionare al motorsport. Inoltre guardavo la Formula 1 ogni weekend in TV. Tuttavia, non mi sono mai cimentato in prima persona nel Karting, o almeno non l'ho fatto fino ai 15 anni, poi però sono passato rapidamente alle monoposto".

Proprio per colmare questo gap, il britannico ha deciso di inserire il karting nella sua preparazione, anche grazie ai consigli del team: "Giacomo Ricci, il team manager della Trident F2, è un grande appassionato di karting e con lui lo utilizzo molto. Di sicuro ci sono molti vantaggi, sia fisici che mentali: mi permette di rimanere in forma e pronto per quando dovrò torna in macchina, dato che durante la stagione non è possibile effettuare alcun test".

Da affiancare al lavoro reale in pista c'è però anche quello che tutti fanno al simulatore e infatti: "Il simulatore per me è la parte più importante della preparazione. È uno strumento che ho sempre utilizzato molto, soprattutto perché nel corso della mia carriera sono stato un po’ indietro in termini di esperienza, quindi ho trascorso molte ore al simulatore per cercare di recuperare il mio livello di esperienza e le mie conoscenze rispetto ai miei avversari".

Esclusiva Bennett: la fiducia di Trident e una vittoria che cambia tutto

Il fine settimana di Spielberg è stato uno tra i più caldi della stagione e proprio per questo la Formula 1 aveva dichiarato per il weekend l'allerta caldo estremo, costringendo così i piloti ad indossare le cooling vest così da rimnere freschi anche in macchina durante le sessioni. Spostandoci nelle categorie minori però quest'obbligo non era attivo e dunque per i piloti è stato molto difficile resistere.

Quando abbiamo chiesto al britannico come ci si prepara ad affrontare una situazione del genere lui ci ha risposto dicendo: "È difficile mantenersi freschi, ma l’idratazione gioca un ruolo fondamentale, insieme all’uso di strumenti come il gilet rinfrescante e i bagni di ghiaccio tra una sessione e l’altra". "Il caldo influisce molto sia su di noi piloti, che sulla monoposto. Per quanto riguarda la vettura, bisogna adottare uno stile di guida diverso per ottenere il massimo sia in qualifica che nella gestione della gara. Per il pilota, è fisicamente più impegnativo, ma ovviamente è proprio per questo che mi alleno sempre!".

Oltre alla vittoria del Red Bull Ring arrivata sabato, Bennett aveva già dimostrato il suo grande talento nelle rimonte partendo dal fondo dello schieramento. A Barcellona infatti, schieratosi sulla griglia di partenza al diciannovesimo posto su ventidue, ha concluso sotto la bandiera a scacchi in settima posizione, ottenendo così anche i punti per la classifica piloti e team. Rivivendo insieme a John quei momenti ci ha detto: "È stata una sensazione fantastica. Quest’anno abbiamo dimostrato di avere un ottimo ritmo, ma non siamo riusciti a ottenere i risultati che lo confermassero. Anche a Barcellona eravamo in lizza per la top 5 nelle qualifiche prima della bandiera rossa dell’ultimo momento, ma poi riuscire a risalire la griglia in quel modo e segnare il giro più veloce ha semplicemente confermato la posizione in cui sentivamo di dover essere in griglia. Per il resto della stagione, l’obiettivo è correre costantemente nella top 10 e lottare per la vittoria".

In conclusione gli abbiamo poi domandato dove si vede tra cinque anni. Questa la sua risposta secca: "Nel mondo dell’automobilismo è sempre molto difficile prevedere cosa succederà. Ma di sicuro sarò un pilota professionista".

Si ringrazia John Bennett per la cordialità e la disponibilità mostrata nell'intervista. La riproduzione parziale di questo contenuto esclusivo è possibile previa citazione dell'autore (Giuseppe Cianci) e della fonte Formula1.it con il link al contenuto originale.

Foto: Dutch Photo Agency

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