Nei giorni scorsi noi di Formula1.it abbiamo avuto la possibilità di fare una lunga chiacchierata con Brando Badoer. Dopo aver parlato della sua prima storica vittoria in Formula 3, ottenuta a Monaco e raccontata nell’articolo che potete leggere CLICCANDO QUI, ci siamo concentrati un po' di più sul Brando ragazzo, quando sveste la tuta da gara e torna a casa.
Il giovane di Montebelluna, come la maggior parte dei figli d'arte, purtroppo non è conosciuto dal grande pubblico per il suo talento e la velocità che possiede, ma per essere il figlio di Luca Badoer, storico ex collaudatore Ferrari nell'epoca di Michael Schumacher. Chiedendogli quale fosse il suo rapporto con il padre, il diciannovenne veneto ci ha risposto così.
"Io e mio padre abbiamo un buon rapporto, ma lui preferisce sempre stare un passo indietro, facendomi crescere da solo in questo sport. Se ho bisogno dei suoi consigli, lui è sicuramente lì per aiutarmi, ma ho anche la mia squadra e il mio entourage di professionisti con me, quindi è più che sufficiente".
Riportando alla memoria i momenti in cui indossava la tuta rossa, abbiamo voluto chiedere al giovane Badoer se avesse dei ricordi di quel periodo. Lui, con grande gentilezza, ci ha rivelato: "Sì, anche se ero piccolo, ho diversi ricordi di quei momenti. Ricordo alcuni Gran Premi e di aver fatto anche un giro sulle auto di F1. Posso dire che è stato sicuramente un periodo speciale per me e ho dei bei ricordi".
Parlando invece di quanto abbia influito la sua famiglia sul pilota che è diventato oggi l'alfiere della Rodin, e di come questa passione per il motorsport gli sia stata trasmessa, Badoer ha risposto così: "Sinceramente non direi molto. La mia famiglia non mi ha spinto a diventare un pilota; anzi, mio padre avrebbe preferito che praticassi uno sport più semplice, o meno pericoloso, ma a me sono sempre piaciute le corse automobilistiche e, dopo aver guidato un go-kart per la prima volta, ho voluto continuare a farlo nella mia vita. Ovviamente avere un padre che ha già fatto questo in passato aiuta per ricevere qualche consiglio, ma non mi ha influenzato nella scelta che ho fatto".
"Se questa passione mi è stata trasmessa? Sì e no, come ho detto prima non sono stato spinto a farlo, è stata una mia scelta da bambino. Ma quando ero piccolo ero circondato da caschi e auto da corsa, quindi ero davvero attratto da ciò che vedevo intorno a me".

Tornando poi a parlare brevemente di Monaco, durante quel fine settimana l'Inno di Mameli è risuonato per ben due volte la domenica: prima proprio con il trionfo di Brando Badoer e poi con la vittoria di Kimi Antonelli in Formula 1. Per questo motivo gli abbiamo domandato cosa pensasse del giovane bolognese della Mercedes.
"Questo è un bel momento per l’automobilismo italiano, soprattutto con Kimi in F1 che sta facendo un lavoro straordinario e Gabi [Gabriele Minì] anche in F2. Io sto cercando di dare il meglio di me in F3, ma è sicuramente un bel momento per l’automobilismo italiano e ne sono felice".
Spostandoci sempre più sulla figura di Brando Badoer persona e non pilota, abbiamo voluto scoprire un lato del montebellunese che poche volte si vede durante i weekend di gara. Chiedendogli quali altre passioni abbia oltre al motorsport, ci ha risposto così: "Mi piacciono gli sport in generale, sono un appassionato di calcio. Sono abbastanza bravo a tennis e a calcio e pratico ogni tipo di sport".
"Quindi direi che sono un tipo sportivo anche fuori dalla pista. Amo la mia famiglia. Adoro passare il tempo con loro, con mio fratello e il suo allenatore di calcio, aiutandolo il più possibile. Sono questo, amo i miei amici, la mia famiglia e lo sport".
"Il mio tempo libero invece lo trascorro in maniera molto semplice: in famiglia, allenandomi e preparandomi per le prossime gare o con i miei amici".
Ricollegandoci proprio alla palestra, abbiamo parlato di quanto fosse importante per lui l'allenamento fisico in vista dei Gran Premi e in generale: "È sicuramente molto importante in questo sport, che è molto impegnativo dal punto di vista fisico. Trascorro gran parte della mia vita fuori dalle corse in palestra. Seguo anche alcuni programmi di allenamento creati dal mio trainer. Bisogna essere molto in forma per guidare una monoposto e solo così si è in grado di spingerla al limite".
Avviandoci verso la conclusione della nostra lunga e interessante chiacchierata con Brando, gli abbiamo chiesto quale fosse il suo tracciato preferito e quale invece quello su cui vorrebbe correre in futuro. Dopo averci pensato qualche secondo, il veneto ha risposto così: "Me ne piacciono diversi, ma il mio circuito preferito potrebbe essere il Mugello. Quello su cui non vedo l’ora di guidare invece è Interlagos, in Brasile: mi piace davvero molto!".
In chiusura abbiamo poi posto il nostro classico interrogativo: in Formula 3, Brando Badoer sarà felice alla fine della stagione se... "Ottimizzerà ogni risultato".
Si ringraziano Brando Badoer e la Rodin Motorsport per la cordialità e la disponibilità mostrata nell'intervista. La riproduzione parziale di questo contenuto esclusivo è possibile previa citazione dell'autore (Giuseppe Cianci) e della fonte Formula1.it con il link al contenuto originale.
Foto: Rodin Motorsport