L'Italia è tornata grande: non solo Ferrari e Antonelli, c'è anche Racing Bulls
Si parla forse troppo poco della squadra di Faenza, protagonista di un'ottima prima parte di stagione che l'ha portata ad essere ormai stabilmente il punto di riferimento alle spalle dei top team.

10/07/2026 16:35:00 Tempo di lettura: 3 minuti

Per quanto riguarda l'Italia delle quattro ruote si può tranquillamente affermare che Maranello e Bologna sono in questo momento i punti di riferimento assoluti, date le recenti affermazioni di Ferrari e il dominio di Kimi Antonelli che dal Gran Premio del Giappone ha strappato la leadership del Mondiale al compagno di squadra George Russell e da quel momento non l'ha più lasciata.

Eppure c'è un altro team che sta performando altrettanto bene, portando in alto il tricolore e rendendo fiera l'Italia del motorsport. Ha base a Faenza, a due passi dall'autodromo di Imola nel cuore della Motor Valley: stiamo chiaramente parlando della Racing Bulls.

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Qualche dato: tra Sprint e main quali, 11 volte su 13 almeno una delle due VCARB 03 si è classificata nelle prime dieci posizioni della griglia, di cui 4 di queste con entrambe le monoposto. Ancora meglio quando si tratta di dover concretizzare: 11 volte a punti sulle 13 gare sin qui disputate tra Sprint Race e gare lunghe; da Monaco a Silverstone le statistiche sono a dir poco incredibili: sia Liam Lawson che Arvid Lindblad si sono sempre piazzati in top 10.

L''Italia è tornata grande: non solo Ferrari e Antonelli, c''è anche Racing Bulls

Il sorpasso in classifica nei confronti di Alpine non è ancora avvenuto (rimane 1 punto di differenza tra le due scuderie) ma, visto l'attuale stato di forma della "sorellina" di Red Bull e il contemporaneo rendimento altalenante della compagine francese, il sorpasso sembra ormai solo una mera questione di tempo. Ad ogni modo - guardando a ciò che sta dicendo la pista - la sensazione è che la Racing Bulls sia già da qualche settimana la "prima degli altri", sempre pronta ad approfittare di eventuali passi falsi e/o problemi tecnici dei quattro top team.

Tutto questo grazie non solo a una monoposto nata e sviluppata bene, ma anche per merito di una line-up dimostratasi fin qui molto completa: la solidità di un pilota ormai piuttosto esperto come Lawson (completamente ritrovato dopo lo shock della bocciatura in Red Bull) e la sorprendente continuità di un grande talento come Lindblad, a punti già all'esordio in Australia e che non sembra affatto aver sofferto il salto tra F2 e F1.

Foto interna pbs.twimg.com

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