ESCLUSIVA - Gladysz: «Kubica un'ispirazione. Silverstone? Una sorpresa totale»
Questo fine settimana la Formula 3 tornerà in azione e lo farà a Spa Francorchamps. Noi di Formula1.it durante questa breve pausa abbiamo avuto l'opportunità di intervistare Maceij Gladysz, fresco vincitore a Silverstone

14/07/2026 18:00:00 Tempo di lettura: 9 minuti

In questa nuova generazione di piloti che aspirano ad arrivare in Formula 1 è tornata prepotentemente anche la Polonia. Sulle orme di Robert Kubica, oltre a Roman Bilinski, attualmente in Formula 2, in F3 sta spingendo sempre più il neo diciottenne Maciej Gladysz. Proprio durante l'ultimo weekend di gara, quello di Silverstone, ha trionfato nella Feature Race, a discapito di Matteo De Palo, squalificato per un'irregolarità tecnica.

Noi di Formula1.it abbiamo avuto il piacere di scambiare quattro chiacchiere con la giovane promessa dell'automobilismo polacco e, parlando proprio della sua carriera, abbiamo posto l'accento sulla sua rapida scalata alla piramide del motorsport. In soli due anni è infatti passato dalla F4 spagnola alla F3, vestendo anche i colori di una scuderia leggendaria, l’ART GP.

Commentando quanto fatto in così poco tempo Maciej ci ha detto: "Ho sempre cambiato una categoria all'anno, ci sono abituato fin dal karting e dalla F4 nel 2024, e mi piace".

"Mi piace provare cose nuove in fretta. È vero che richiede un rapido adattamento, ma mi permette anche di imparare e maturare a un ritmo più veloce. L’anno scorso avevo la possibilità di restare nell’Eurocup-3 per un’altra stagione, ma penso che abbiamo dimostrato che passare alla FIA F3 sia stata la scelta giusta. Vedremo cosa ci riserva il futuro, ma non mi dispiacerebbe continuare con lo stesso approccio anche l’anno prossimo. Allo stesso tempo, è anche vero che sono ancora un adolescente. Infatti ho appena compiuto 18 anni ad aprile, quindi sto ancora crescendo ed evolvendo come persona. Per riuscire a stare al passo con il ritmo della vita dentro e fuori dalla pista, lavoro con il mio mental coach, Norik, e questo mi sta aiutando molto a mantenere la calma sotto pressione e a essere pronto per qualsiasi cosa mi si presenti davanti".

ESCLUSIVA - Gladysz: «Kubica un''ispirazione. Silverstone? Una sorpresa totale»

Gladysz è inoltre il primo polacco ad aver vinto il Trofeo FIA Academy, portando la sua Nazione in alto nel mondo. In Polonia c’è un enorme interesse per gli sport motoristici sin dai tempi d’oro di Robert Kubica e questo, alle volte, per i più giovani può causare una pressione aggiuntiva sulle loro spalle. In merito a questo ci ha però rivelato: "No, sinceramente non sento alcuna pressione".

Continuando ha poi aggiunto: "Ovviamente Robert è una grande fonte di ispirazione per qualsiasi atleta. È stato il primo pilota polacco in F1 e continua a fare cose straordinarie nel mondo dell’automobilismo, ma io sono qui per me stesso, cercando di costruire la mia storia e la mia eredità, cercando di godermela il più possibile mentre la faccio. Voglio essere il primo Maciej Gładysz".

Spostando brevemente l'attenzione sulla preparazione fisica e mentale alla quale ha dovuto sottoporsi prima di debuttare in un campionato competitivo e combattuto come quello della Formula 3, Gladysz ci ha detto: "L’aspetto più importante è stato lavorare sul lato mentale, e penso che stia andando piuttosto bene. Sento di dover ancora migliorare alcune cose, poiché questo sport è molto impegnativo dal punto di vista mentale ed è l’aspetto più importante su cui lavorare, anche se ci si sente bene e sicuri di sé".

"Non si sa mai quando si incontreranno delle difficoltà, ma bisogna esserne preparati e pronti ad andare avanti anche quando le cose non vanno come vorresti. Per quanto riguarda le mie aspettative, penso di averle superate in Australia, ma i round successivi non sono andati proprio come speravo. Siamo però riusciti a riprenderci a Silverstone e questo mi rende molto più fiducioso in vista della seconda metà della stagione, soprattutto considerando i prossimi due circuiti in calendario: Spa-Francorchamps, che mi piace molto, e l’Hungaroring, che è praticamente il mio Gran Premio di casa. Non vedo l’ora di ottenere dei buoni risultati su entrambi i circuiti e spero di godermi il tempo trascorso lì con i tifosi polacchi".

Ovviamente non potevamo fare a meno di parlare del weekend di Silverstone. Dopo una gara fantastica, in cui aveva originariamente concluso terzo, riuscendo a salire sul podio proprio all'ultimo istante prima che tutti iniziassero le celebrazioni con lo champagne, a causa di alcuni problemi che lo avevano bloccato nell'altra pit lane dell'autodromo britannico, si è poi visto promuovere in prima posizione a seguito della penalizzazione di Ernesto Rivera e della squalifica di De Palo.

Quando gli abbiamo domandato di raccontarci come ha vissuto quei momenti, il giovane polacco ci ha detto: "È stata una sorpresa totale. Ero già in aeroporto e stavo cenando prima del volo di ritorno in Polonia, quando mi hanno comunicato che ero il vincitore. Ovviamente ero felicissimo, anche se non è proprio così che avrei voluto conquistare la mia prima vittoria in FIA Formula 3. Mi dispiace per Matteo perché abbiamo lo stesso management e andiamo d’accordo, ma sono sicuro che il suo momento arriverà. Sono felice di aver conquistato questa prima vittoria a metà della mia stagione da rookie in FIA F3 e spero che non sia l’ultima di quest’anno".

Gladysz inoltre viene da una famiglia di piloti. Suo nonno correva nei rally, mentre il padre in pista. Si dice spesso che chi nasce in famiglie del genere abbia il motorsport nel DNA. Curiosando però nel suo "lato privato", abbiamo domandato se ci sia mai stata una volta in cui ha pensato: 'Ok, oggi preferirei giocare a calcio o fare qualcos’altro'. In tutta onestà lui ci ha risposto dicendo: "Sai una cosa? In realtà è successo proprio così! Sono praticamente cresciuto nel paddock, ma a un certo punto volevo davvero diventare un calciatore. Lionel Messi, Luis Suárez e Neymar Jr. erano i miei eroi e volevo giocare nel FC Barcelona, così a circa 7/8 anni ho iniziato a giocare in uno dei vivai, ma ho smesso solo dopo pochi mesi e da allora mi sono dedicato completamente al karting".

"All’inizio era solo per divertimento, ma quando ho iniziato a vincere, la cosa è diventata sempre più seria. Alla fine penso che sia stata la scelta giusta dedicarmi completamente alle corse, ma sono ancora un grande appassionato di calcio. È il mio secondo sport preferito dopo la F1 e cerco di guardare tutte le partite che posso".

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Come detto, Maciej è un fresco diciottenne e, se tutti i suoi coetanei a quest'età pensano alla maturità, a quale università iscriversi o semplicemente alle vacanze estive, lui invece insegue il suo sogno viaggiando per il mondo e correndo a 300 km/h. Se da un lato la sua vita è sognata da molti, dall'altro lui si perde molti momenti da "ragazzo normale". Riguardo a questo tema gli abbiamo domandato cosa gli mancasse di più.

"In realtà non lo so, perché non ne ho mai avuta una! Detto questo, per la maggior parte dell’anno non mi sembra davvero di perdermi nulla. Lo sento un po’ in estate, quando la gente va in vacanza mentre quello è il periodo più intenso dell’anno per i piloti, ma allo stesso tempo ho la possibilità di girare il mondo e vedere tanti posti fantastici tra una gara e l’altra, quindi non posso davvero lamentarmi. Inoltre, non mi sembra davvero qualcosa che 'devo' fare, dato che sto inseguendo il mio sogno ed è su quello che mi concentro ogni singolo giorno".

Tornando poi a parlare di pista e di motorsport, abbiamo voluto scoprire quale qualità ruberebbe a un qualsiasi pilota attuale o del passato. Questa la sua risposta: "Probabilmente prenderei la mentalità e l’approccio di Max Verstappen, ma anche l’atteggiamento di mio nonno, Janusz. In passato è stato un pilota professionista di rally ed è impressionante come questo si rifletta in ambiti come gli affari. Non si arrende mai e non perde mai di vista l’obiettivo. È qualcosa di davvero stimolante".

Parlando invece dei suoi circuiti preferiti ci ha detto: "È sempre stato un mio sogno correre sia a Melbourne che a Monaco e sono felice di averlo realizzato quest’anno. Penso che questi siano i due circuiti su cui la maggior parte dei piloti sogna di correre. Allo stesso tempo, però, il mio preferito è l’Hungaroring, anche se non ci ho mai corso. Si adatta perfettamente al mio stile, con molte frenate brusche e alcune curve ad alta velocità. È anche praticamente il mio Gran Premio di casa, inoltre mi piacciono molto il Paese e Budapest stessa".

"Detto questo, il vero sogno è correre in Formula 1 nel mio vero Gran Premio di casa, in Polonia. Spero che un giorno riusciremo a realizzarlo. Sarebbe davvero fantastico!"

Avviandoci poi verso la conclusione della nostra lunga chiacchierata abbiamo chiesto al giovane alfiere della ART GP se avesse altre passioni oltre al motorsport: "Sì, mi piace giocare a calcio e seguo sia il calcio che lo speedway. Mi piacerebbe tantissimo provare quella moto un giorno, o magari una moto da cross. Sarebbe fantastico. È molto pericoloso, quindi probabilmente dovrò aspettare la pausa stagionale, ma spero di poterlo fare un giorno".

In chiusura, prima avevamo parlato della Polonia e della sua storia nel motorsport. Dopo alcuni anni adesso si sta risollevando nuovamente grazie proprio a Gladysz e Bilinski ma, nel concreto, Maciej dove si vede tra cinque anni?

"Il mio obiettivo è molto chiaro: diventare pilota di F1 e campione del mondo di Formula 1. Lavoro per raggiungere questo obiettivo ogni singolo giorno da sempre e spero che, insieme alla mia cerchia più stretta, riusciremo tutti insieme a realizzarlo presto".

Foto: Dutch Photo Agency

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