Stella avvisa dopo Spa: «McLaren era da podio, ora puntiamo alle vittorie»
19/07/2026 19:01:00 Tempo di lettura: 4 minuti

Spa restituisce a McLaren un risultato che non racconta la verità del potenziale che Andrea Stella descrive con lucidità: la vettura era da podio, il ritmo c’era, la competitività era superiore al 5° e 7° posto finali. McLaren esce da Spa con rammarico, ma anche con segnali incoraggianti e una direzione chiara verso l’Ungheria e la seconda parte di stagione, dove il team può puntare a risultati migliori.

Una McLaren più competitiva del risultato: Lando era da podio, Oscar frenato dal degrado

Stella avvisa dopo Spa: «McLaren era da podio, ora puntiamo alle vittorie»

Andrea Stella parte da un punto chiaro: il 5° e 7° posto non raccontano la verità del weekend McLaren. «La posizione naturale di Lando era la P3», dice, ricordando la penalità per l’elemento della power unit che ha ribaltato la sua gara prima ancora che iniziasse.

Eppure, anche partendo dalla P13, Norris ha mostrato un ritmo che gli avrebbe consentito di arrivare a podio: passo forte, capacità di stare nel gruppo che conta. Poi la gara si è spezzata: la Virtual Safety Car è arrivata nel momento peggiore, togliendogli la finestra strategica ideale, e un problema tecnico ai box ha aggiunto secondi che non poteva permettersi.

«Lando non poteva fare di meglio di P7», ammette Stella, «ma la vettura oggi era da podio, ed è incoraggiante».

Oscar Piastri, invece, ha vissuto una gara diversa: più fragile, più dipendente dalle gomme. «Abbiamo sofferto troppo di degrado», spiega Stella. Finché le gomme reggevano, Oscar era competitivo; quando calavano, la sua gara si sgretolava.

McLaren dovrà studiare come ridurre il degrado, come appoggiarsi meno sulle gomme e come evitare che il ritmo si consumi prima del tempo.

Danni aerodinamici, deportanza persa e uno sguardo già rivolto all’Ungheria

Il contatto con Charles Leclerc ha aggiunto un altro ostacolo: la perdita della paratia ha tolto tra i cinque e i dieci punti di deportanza. «Quando devi trovare ritmo spingendo le gomme, allora le gomme degradano di più», spiega Stella.

È lì che si vede la differenza tra il primo e il secondo stint di Oscar: per restare nel ritmo ha dovuto chiedere troppo alle gomme, e le gomme gli hanno presentato il conto.

C’è rammarico per i danni, c’è rammarico per la penalità, ma Stella guarda avanti con lucidità. «Ci sono indicazioni incoraggianti rispetto a Silverstone», dice.

E soprattutto arriveranno aggiornamenti già dall’Ungheria, altri ancora nelle gare successive. La previsione è chiara: su piste come Budapest e Zandvoort, Stella vede la Ferrari tornare probabilmente la più veloce nelle curve, ma McLaren sa dove intervenire.

«Non tutto verrà risolto nella prossima gara, ma nella seconda parte della stagione vogliamo essere lì a contenderci le vittorie».

Spa non ha mostrato il vero potenziale McLaren, ma lo ha suggerito. Se Lando aveva ritmo da podio, Oscar ha pagato degrado e danni, e Stella vede una crescita che non si ferma qui.

L’Ungheria, l’ultima gara prima della pausa estiva, sarà un nuovo banco di prova, ma la direzione è tracciata: la seconda parte di stagione può riportare McLaren nella lotta per le vittorie.

Foto copertina x.com

Foto interna x.com

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