Haas in difficoltà, Bearman indica la strada: «Serve l’upgrade»
23/07/2026 17:05:00 Tempo di lettura: 3 minuti

Ollie Bearman arriva al giovedì dell’Ungheria con una consapevolezza che non può essere ignorata: la Haas non è più la squadra delle prime gare. Il periodo in cui riusciva a lottare con la Red Bull, gestire i nuovi regolamenti e portare punti con regolarità si è dissolto dal Canada in poi. L’aspetto che aveva contraddistinto il team era la competitività, e l’unico modo per tornare a quel tipo di risultati passa dal prossimo aggiornamento tecnico.

Dalla solidità iniziale alla perdita di continuità

Haas in difficoltà, Bearman indica la strada: «Serve l’upgrade»

Bearman non nega nulla e anzi racconta un avvio di stagione sorprendente, quasi inatteso: «Nelle prime gare siamo stati in grado di lottare con la Red Bull, stavamo andando davvero molto bene e siamo riusciti a gestire in modo efficiente i problemi e le questioni poste dai nuovi regolamenti».

È un passaggio che fotografa un team che si è fatto trovare pronto all’inizio di un nuovo ciclo regolamentare. Eppure quella spinta si è interrotta: «Abbiamo conquistato punti, mentre dal Canada abbiamo perso quella costanza».

La Haas non è peggiorata in modo drammatico, ma ha smesso di essere continua e in Formula 1 la continuità è tutto. Bearman lo sa e lo dice con lucidità: altri team, come l’Audi, hanno fatto passi avanti, e questo ha reso l’ultimo periodo più pesante, più lungo e più difficile da gestire. La sensazione è quella di una squadra che non ha perso la direzione, ma ha perso il ritmo.

L’attesa dell’aggiornamento come unica leva per ripartire

In questo contesto, Bearman guarda al futuro con una miscela di realismo e speranza. Non parla di rivoluzioni, non promette salti improvvisi, ma indica un punto preciso: «Attendiamo con ansia il prossimo aggiornamento». È una frase che pesa perché non è un desiderio, ma una necessità: la Haas ha bisogno di un passo avanti tecnico per tornare a competere con chi, nel frattempo, ha accelerato.

Bearman non chiede miracoli: chiede una macchina che gli permetta di tornare a fare ciò che faceva nelle prime gare. E il modo in cui lo dice, ovvero asciutto, diretto e senza retorica, racconta un pilota che non vuole nascondersi dietro le circostanze, ma che sa esattamente cosa serve per ripartire.

Foto copertina x.com

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