Leclerc dopo le qualifiche a Budapest: «Mi sentivo fuori fase rispetto a stamattina»
25/07/2026 17:50:00 Tempo di lettura: 3 minuti

Charles Leclerc esce dalle qualifiche con una verità netta: la Ferrari non ha anticipato la pista. Infatti, il vento ha spostato la macchina, il bilanciamento è svanito, il caos ha spezzato il ritmo. Non è mancata la velocità: è mancata la capacità di leggere il momento in cui il giro secco doveva nascere. Eppure il monegasco sente di aver massimizzato quanto poteva fare oggi.

Il vento cambia tutto e la Ferrari non lo anticipa

Leclerc dopo le qualifiche a Budapest: «Mi sentivo fuori fase rispetto a stamattina»

David Coulthard gli chiede perché, come Hamilton, non sia riuscito a migliorare nell’ultimo tentativo. Leclerc non cerca scuse, va dritto al punto: «C’è stato un bel cambiamento di vento e non penso di aver fatto un ottimo lavoro nell’anticiparlo con la configurazione della macchina».

È una frase che pesa, perché racconta la radice del problema: la Ferrari non ha reagito al vento e Charles si è ritrovato “fuori fase” rispetto alle prove libere della mattina.

Il sabato dell’Hungaroring è stato caratterizzato da condizioni che cambiavano curva dopo curva, e chi non anticipava il vento si ritrovava con una macchina che non rispondeva più allo stesso modo. Leclerc lo dice con lucidità: «Mi sentivo un po’ fuori fase rispetto a stamattina».

E quando il pilota perde la sintonia con la vettura, il giro perfetto non arriva.

Poi c’è il caos: «Le qualifiche sono state piuttosto caotiche».

Bandiera gialla in Q2, ritmo spezzato, necessità di inseguire invece di costruire. È la combinazione peggiore: una macchina che non è nella finestra giusta e una sessione che non concede il tempo di trovare ritmo.

Il ritmo non basta: oggi contava anticipare, non inseguire

Leclerc non nasconde il confronto interno: «Il ritmo non è mai stato al livello di Lewis». È una frase che definisce il sabato più di qualsiasi tempo. Non è un giudizio sulla Ferrari, ma sulla capacità di adattamento. Hamilton ha anticipato la pista e ha cucito la SF-26 su di sé, mentre Leclerc ha rincorso per tutta la sessione.

E quando rincorri, non domini mai il giro.

Alla fine, Charles salva ciò che può: «Si trattava di massimizzare oggi e ho sentito di esserci riuscito in qualche modo». È la frase di un pilota che sa di aver fatto il massimo con ciò che aveva, ma che sa anche che il massimo non era abbastanza per stare davanti.

È chiaro che la Ferrari aveva potenziale, ma non ha trovato la lettura giusta nel momento decisivo. Leclerc lo racconta con una sincerità che pesa, ma anche con l’obiettivo di ribaltare un sabato che non è stato semplice per il Cavallino.

Foto copertina x.com

Foto interna x.com

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