Perché la Red Bull ha scelto Gwen Lagrue per il programma junior
27/07/2026 22:35:00 Tempo di lettura: 4 minuti

Poche ore fa la Red Bull ha annunciato la nomina di Gwen Lagrue alla guida del Red Bull Junior Programme, apparentemente un semplice cambio di incarico. In realtà potrebbe essere una delle decisioni più importanti prese dalla squadra negli ultimi anni. Non tanto perché cambia il responsabile dell'academy, quanto perché racconta la direzione che Laurent Mekies vuole imprimere alla nuova Red Bull.

La domanda, infatti, non è chi guiderà il programma giovani. La vera domanda è un'altra: perché Red Bull ha scelto proprio Gwen Lagrue?

Il "nuovo Marko", ma con un metodo diverso

Definirlo il "nuovo Helmut Marko" non è un'esagerazione. Certo, nessuno potrà replicare il ruolo che il manager austriaco ha ricoperto negli ultimi venticinque anni, diventando uno degli uomini più influenti della Formula 1 e trasformando il vivaio Red Bull nella più straordinaria fabbrica di campioni dell'era moderna.

Da Sebastian Vettel a Max Verstappen, passando per Daniel Ricciardo, Carlos Sainz, Pierre Gasly, Alex Albon e Yuki Tsunoda, il marchio Red Bull ha costruito una generazione di piloti che ha segnato la Formula 1 degli ultimi due decenni.

Lagrue non arriva per imitare Marko, ma per raccoglierne l'eredità. Cambierà probabilmente il metodo, non l'obiettivo: continuare a produrre i campioni del futuro.

Il talento che ha scoperto Antonelli

Se Helmut Marko è stato l'uomo che ha lanciato Verstappen e Vettel, Gwen Lagrue si è costruito la propria reputazione in Mercedes diventando uno dei migliori talent scout del paddock.

È stato lui, infatti, a individuare Andrea Kimi Antonelli quando il bolognese aveva appena undici anni, convincendo Mercedes a inserirlo nel proprio programma giovani. Da quel momento ne ha seguito passo dopo passo l'intero percorso di crescita, fino all'approdo in Formula 1. Allo stesso modo ha avuto un ruolo fondamentale nello sviluppo di George Russell e nella crescita di numerosi piloti delle categorie propedeutiche.

Non è un caso che, quando Red Bull abbia deciso di cercare l'erede di Marko, abbia bussato proprio alla porta dell'uomo che negli ultimi anni ha costruito il presente della Mercedes.

Perché Red Bull aveva bisogno di cambiare

La scelta di Lagrue arriva in un momento particolare. Il programma giovani della Red Bull resta il più vincente della Formula 1, ma negli ultimi anni ha perso parte di quella continuità che lo aveva reso quasi infallibile.

Alcuni piloti sono stati promossi molto rapidamente, altri sono usciti dall'academy dopo poco tempo, mentre il ricambio generazionale è apparso meno ricco rispetto all'epoca d'oro. Non significa che il modello creato da Marko abbia smesso di funzionare, ma semplicemente che anche il sistema più vincente necessita di evolversi.

Lagrue rappresenta proprio questa evoluzione. In Mercedes ha sempre adottato un approccio differente: meno quantità, maggiore attenzione al singolo pilota, programmi di crescita più strutturati e una visione di lungo periodo. Una filosofia che potrebbe integrarsi perfettamente con la cultura Red Bull.

La prima vera scelta di Laurent Mekies

Perché la Red Bull ha scelto Gwen Lagrue per il programma junior

C'è poi un dettaglio che merita attenzione. Nel comunicato ufficiale Laurent Mekies non si limita a presentare Lagrue come il nuovo responsabile del programma giovani. Sottolinea invece il suo ingresso nel Leadership Team della squadra.

È un particolare significativo, perché dimostra come la gestione dei giovani piloti entrerà direttamente nella strategia complessiva del team. Mekies conosce Lagrue da molti anni e ha parlato pubblicamente della sua leadership, della sua capacità di sviluppare talenti e della visione condivisa che li lega.

Più che una normale assunzione, sembra uno dei primi tasselli della Red Bull che il manager francese sta costruendo dopo aver raccolto una delle eredità più pesanti della Formula 1.

Con due squadre da alimentare, un nuovo ciclo tecnico appena iniziato e la necessità di continuare a produrre piloti di altissimo livello, il vivaio torna ad assumere un'importanza centrale per Milton Keynes. La nuova Red Bull di Laurent Mekies vuole continuare a vincere partendo da ciò che l'ha sempre resa diversa dagli altri, la capacità di individuare il talento prima di chiunque altro.

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