Audi congela lo sviluppo della Power Unit: nessun nuovo ADUO nel 2026
30/07/2026 08:15:00 Tempo di lettura: 4 minuti

La stagione d'esordio del team tedesco che ha acquisito la struttura della Sauber è stata più complicata del previsto. Il nuovo regolamento rappresentava una grande opportunità per un colosso che aveva deciso di entrare in F1 costruendo i propri motori (sotto la supervisione di Mattia Binotto), ma i risultati della pista e le gerarchie di potenza elaborate dalla FIA parlano chiaro: il motore delle monoposto con i quattro anelli è molto indietro rispetto alla concorrenza, soprattutto rispetto al sorprendente Ford/RBPT, anch'esso all'esordio nella categoria, ma già riferimento prestazionale.

Adesso in casa Audi è arrivata una decisione molto importante. Il costruttore tedesco ha infatti confermato che non porterà ulteriori aggiornamenti significativi alla Power Unit nel corso di questa stagione, dopo aver già sfruttato il primo step consentito dall’ADUO.

La scelta è chiara: concentrare uomini, risorse e budget sul progetto 2027, anno nel quale Audi punta a compiere un deciso salto di competitività.

Il primo aggiornamento ha migliorato la guidabilità

L’intervento introdotto tra il Gran Premio di Spagna e quello d’Austria non aveva come obiettivo principale un incremento della potenza massima del motore, bensì il miglioramento della guidabilità, soprattutto nelle curve lente.

A confermarlo è stato Allan McNish durante il weekend del Gran Premio d’Ungheria.

“Abbiamo introdotto un aggiornamento in Austria che ci ha aiutato molto, soprattutto nelle curve lente, dove eravamo più deboli. Abbiamo adattato alcuni aspetti riuscendo a migliorare la guidabilità. Sono caratteristiche che fanno davvero la differenza nelle curve a bassa velocità”.

Una monoposto più prevedibile e facile da gestire permette infatti ai piloti di sfruttare meglio il potenziale disponibile.

Il deficit di potenza resta

Nonostante i progressi, Audi è consapevole di essere ancora distante dai migliori sul fronte della potenza assoluta.

Lo stesso Mattia Binotto aveva già spiegato nei mesi scorsi che il gap con i costruttori di riferimento non verrà completamente colmato prima del 2028, anno in cui il marchio tedesco spera di poter disporre di una vettura realmente in grado di lottare con continuità per le vittorie.

L’obiettivo finale rimane il Mondiale 2030, ma il percorso di crescita sarà necessariamente graduale.

Nessun altro aggiornamento nel 2026

I regolamenti consentono due omologazioni nell’ambito dell’ADUO e qualcuno poteva quindi immaginare un secondo aggiornamento già nella seconda parte della stagione.

Audi, però, ha escluso questa possibilità.

“Arriverà il prossimo anno”.

Una risposta secca di McNish, che conferma come non siano previsti ulteriori sviluppi hardware della Power Unit nel corso del 2026.

Una scelta dettata anche dal Budget Cap

Dietro questa decisione non c’è soltanto una valutazione tecnica, ma anche una precisa strategia economica.

“Tutti devono gestire il compromesso tra quando introdurre gli aggiornamenti, sia sul telaio sia sulla Power Unit, e dove decidere di investire il budget. Non puoi spendere tutto subito, altrimenti non ti rimane nulla per il futuro. Serve una gestione attenta delle aspettative, non solo per una stagione ma per diversi anni”.

L'ADUO consente ai team di usare anche budget extra, ma evidentemente il bilancio complessivo avrebbe comportato una spesa superiore al tetto previsto.

Il telaio continuerà invece ad evolversi

Questo non significa che Audi interromperà completamente lo sviluppo della monoposto.

McNish ha infatti confermato che gli aggiornamenti aerodinamici e telaistici proseguiranno anche nella seconda metà del campionato, mentre il motore resterà sostanzialmente invariato.

“Quest’anno siamo riusciti a migliorare le prestazioni anche grazie alla Power Unit, massimizzando alcuni dei suoi sistemi. Ma è stato altrettanto importante il lavoro svolto sul telaio. Continueremo a sviluppare quella parte della vettura nella seconda metà della stagione, mentre per la Power Unit il discorso riguarda il 2027. Si tratta di hardware e non è qualcosa che puoi cambiare rapidamente”.

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