Si muove nel paddock con naturalezza, tra una telecronaca e l'altra, salutando colleghi, giovani piloti o conoscenze di vecchia data. Malgrado tutto, non si stanca mai né è mai troppo impegnato per parlare di quella che è la passione e il mestiere di una vita: vivere e amare il motorsport e raccontarlo, come ormai fa da oltre 50 anni. Si presenta così Guido Schittone, giornalista e telecronista sportivo che, dagli anni '70, ha vissuto dall'interno le più importanti competizioni automobilistiche, dalla F1 a Le Mans, e conosciuto i piloti più vincenti della storia.
Ma anche i giovani piloti che saranno i talenti e i campioni di domani. Una possibilità resa concreta dalla sua attività attuale all'interno di ACI Sport, con cui vive e racconta in prima persona gli ACI Racing Weekend: un'avventura che completa un retroterra quasi inarrivabile, consentendogli di parlare in modo autorevole, naturale, rispettabile e mai banale del motorsport a 360°. Proprio come ha fatto nell'intervista concessa in esclusiva a chi scrive.
Una chiacchierata in cui Guido ha commentato la stagione attuale di Formula 1, parlando dei grandi piloti di oggi, come Kimi Antonelli, e di quelli del domani, dall'alto della sua esperienza e forte del suo impegno nel mondo dei giovani piloti. Proprio per questo gli è stato chiesto chi ritenga possa essere uno dei migliori talenti del futuro, ma sul quale per ora non nutre troppe speranze.
"Quest'anno nessuno, non vedo nuovi talenti emergenti o piloti davvero capaci di fare la differenza. Negli ultimi due anni non ho visto talenti cristallini, se devo essere onesto. Nelle annate precedenti abbiamo avuto piloti come Andrea Kimi Antonelli o Ollie Bearman. Se devo dire la verità, direi solo loro due: di buoni piloti ce ne sono molti, però il talento è una cosa diversa".
Insomma, seppur senza fuoriclasse in arrivo, il mondo del motorsport può comunque contare su diversi ottimi piloti in circolazione, il cui valore è molto superiore rispetto a quello dei piloti di venti o trent'anni fa. Il livello medio, secondo Schittone, sembra essersi alzato, mentre sembra essere diminuito il numero di fuoriclasse.
"La media di pilotaggio è migliore rispetto a quella della mia epoca, la media dei talenti è inferiore. Insomma, livello medio superiore, ma meno picchi di talento. Oggi il talento lo vedi nella gestione gara, non nel colpo da maestro. Ad esempio capisci che Antonelli è il migliore tra quelli che sono arrivati non dalla vittoria o dalla pole, ma per come arriva alla vittoria. Prendi il Giappone: parte dalla pole e gira sesto. Uno normale avrebbe perso la testa, fatto una sciocchezza. Lui no, ha aspettato il momento opportuno. Questo è avere testa e visione. Molti vanno forte e basta. I piloti veri sono quelli che hanno una visione tattica. Motivo per cui ci sono piloti che non vinceranno mai il mondiale".
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