Cari amici e amiche di Formula1.it, siamo ufficialmente tornati dalla pausa estiva: a Zandvoort, nonostante il buon freddo, abbiamo visto delle belle tintarelle e bruciature davvero fuori dalle righe da parte dei nostri protagonisti. Gli argomenti di cui parlare sono davvero tanti e i nostri pareri non possono più attendere: siete pronti? Iniziamo!
Neanche le vacanze fermano Norris (10), che guida da Campione a bordo di una McLaren ancora scricchiolante ma decisamente migliorata: la scalata verso il mondiale è cominciata già da tempo e queste ultime due vittorie non possono non inserirlo tra gli inseguitori di Antonelli. Situazione diversa per Piastri (6-), che in gara a momenti montava anche gomma intermedia per trovare feeling con una monoposto con cui ancora non si riconosce del tutto.
Un classico weekend da pesci in faccia per Russell (7), che dopo la pole-vittoria nella Sprint, in gara si inginocchia a Kimi Antonelli (9), sempre più competitivo rispetto al compagno di squadra. Il sorpasso sul finale testimonia come George abbia ormai appreso i giochi in Mercedes: lui si sente ancora tra i candidati del mondiale, ma noi di questo non ne siamo più convinti da tempo. Tuttavia, bisogna riconoscere un effettivo miglioramento nelle sue prestazioni a Zandvoort: chissà se a Monza saprà approfittare della penalità di Kimi per tirare fuori la zampata.
La cenere dell'Etna travolge Leclerc e Hamilton (7), che anziché avere gli occhi rossi in segno di riscatto vengono colpiti da una brutta congiuntivite, dato che si mettono ancora una volta a lottare tra loro. Infelici e mal gestiti, il podio sfuma anche grazie alla Dea sfortuna, che ancora una volta colpisce il buon Lewis. Adesso non resta che una sana purificazione in vista di Monza, dove con un Kimi che scatterà dalle retrovie non bisogna sbagliare.
Max Verstappen (N.C.) assume le sembianze di Tarzan, ma nel tentativo di salvare la giungla Red Bull sbatte la sua RB22 nel curvone olandese. Un grave errore ammesso da lui stesso, che commentiamo con ironia visto che fortunatamente nessuno si è fatto male, ma in quel tratto di pista le conseguenze potevano essere ben più gravi, così come per le macchine coinvolte.
Chi invece fa bella figura è il (noto) neoassunto Liam Lawson (8), chiamato in Red Bull per sostituire Hadjar, che negli allenamenti pre-ritorno in pista ha assunto fin troppo le sembianze di Rocky Balboa, pagandolo a caro prezzo. Il francese resta in panchina mentre sul ring il neozelandese costruisce un weekend solido e pulito, portando punti preziosi al team. Chi resta a secco è la Racing Bulls, nonostante una guida da leader di Arvid Lindblad (5,5) e una bella gara per Yuki Tsunoda (7), che sfiora i punti chiudendo in undicesima posizione.

Tsunoda in azione a Zandvoort - Foto di copertina interna di Luca Martini / WHYOUT Images
A volte ritornano
Zandvoort regala sorprese: Hulkenberg (7,5) prosegue la striscia positiva dell'Audi, piazzando la sua R26 a punti, mentre Gasly (7,5), dopo alcune sportellate con i torelli di Faenza, riesce a conquistare quantomeno un punticino. Ma chi stupisce davvero è Fernandone (8), che riporta la sua Verdona a punti: un'unica sosta e tanti giri da affrontare per lo spagnolo, che guida ancora come quando era ragazzino.
Gli ennesimi bocciati
Chiudiamo con le ennesime bocciature: la Haas (N.C.) si autoelimina per problemi ancora da comprendere su entrambe le vetture, mentre Sainz (2) decide di speronare Albon (5) sul finale, mettendo a segno un weekend ancora più disastroso per la Williams. Ancora nessun spiraglio di luce per la Cadillac, che sguazza tra le sue difficoltà (N.C)
Prossima tappa, Monza: torniamo finalmente a casa e speriamo di poter scrivere pagine più rosee nel nostro fine settimana tutto italiano. Voi, come sempre, procuratevi dei pop-corn.
Ci sentiamo presto, amici miei.
La vostra Rompipaddock.
Foto di copertina di Luca Martini / WHYOUT Images