Tre piloti per due sedili: la Racing Bulls e il «lusso» di una scelta complessa
26/08/2026 21:00:00 Tempo di lettura: 4 minuti

La Racing Bulls si avvicina al 2027 con un paradosso raro da vedere in F1: non si trova a dover colmare un vuoto, ma a gestire un eccesso. Liam Lawson, Arvid Lindblad e Nikola Tsolov rappresentano tre percorsi diversi, tre velocità diverse, tre promesse che bussano alla stessa porta. E proprio attraverso le parole di Peter Bayer è possibile osservare come la decisione non sarà immediata né scontata. Il 2027 non dipenderà da chi merita di più, ma da chi serve di più alla squadra in ottica futura.

Lawson e Lindblad: la continuità che convince la Racing Bulls

Tre piloti per due sedili: la Racing Bulls e il «lusso» di una scelta complessa
La Racing Bulls ha già due piloti che conoscono la squadra, la macchina, la struttura tecnica e la pressione di un ambiente che vive in simbiosi con la Red Bull. Lawson e Lindblad non sono semplicemente “i piloti attuali”, ma rappresentano due percorsi che la scuderia ha costruito, seguito e consolidato nel tempo. Se da un lato Lawson ha dimostrato velocità, maturità e capacità di adattamento in condizioni difficili, Lindblad ha portato freschezza, crescita costante e una sensibilità tecnica che la squadra considera preziosa. È proprio in quest’ottica che Peter Bayer lo dice con un tono che non lascia spazio a interpretazioni:

«Arvid e Liam stanno facendo un lavoro fantastico. Liam è nono in classifica e ha dimostrato sia nelle qualifiche che nelle gare di essere molto veloce.»

Non è una frase di circostanza: è la conferma che, per la Racing Bulls, la continuità non rappresenta un’opzione, ma una strategia da adottare nel corso della stagione e non solo. E quando una squadra ha due piloti che funzionano, la tentazione di non toccare nulla diventa forte. Ma c’è un pilota che in Formula 2 ha fatto molto bene, per cui una domanda sorge spontanea: vale la pena togliere un pilota tra Lawson e Lindblad per un esordiente?

Tsolov: il talento che bussa, ma che deve ancora essere misurato

Nikola Tsolov è il leader della Formula 2, il pilota che sta costruendo una stagione da protagonista e che, inevitabilmente, attira l’attenzione della Red Bull. Il suo profilo è quello del talento che non puoi ignorare: giovane, veloce, disciplinato, già inserito nel programma, così come lo è stato Lindblad. Ma la Racing Bulls sa che la velocità non basta: serve capire se quel talento è pronto per la Formula 1 e, soprattutto, se è pronto per questa Formula 1, che non è fatta solo di poggiare il piede sull’acceleratore, ma di ragionare su questioni come la ricarica di energia. Il primo Test of Previous Cars a Imola sarà il momento decisivo per capire come si adatta, come comunica e come interpreta una vettura che richiede precisione e sensibilità.

Bayer, però, non si sbilancia:

«In definitiva, la lineup dei piloti per il prossimo anno è una decisione che spetta ad Alan Permane. Farà ciò che è meglio per la squadra.»

Non c’è fretta di decidere ora, considerando che c’è ancora gran parte della stagione 2026 da disputare, ma soprattutto il passaggio da F2 alla F1 non è automatico. E quando Bayer parla di Tsolov, lo fa con rispetto, ma anche con prudenza:

«Nikola sta andando estremamente bene in Formula 2.»

È un riconoscimento, non una garanzia, proprio perché la Racing Bulls sa che un talento va misurato, non solo celebrato. E infatti, secondo quanto trapela, lo scenario più probabile è che Tsolov diventi “pilota di riserva e collaudatore” della Racing Bulls nel 2027, con una sessione di prove libere verso fine stagione. Quindi, un percorso graduale, non un salto nel vuoto per un pilota che avrebbe così modo di crescere, preparandosi a un possibile approdo in F1.

Foto copertina x.com

Foto interna x.com

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