Test di 30 ore per l’hypercar della McLaren: continua la corsa al WEC
27/08/2026 18:10:00 Tempo di lettura: 3 minuti

Con la grande crescita della popolarità di tutto il motorsport, il Mondiale Endurance è finito sotto i riflettori e gode di nuove attenzioni. Gli autodromi si affollano per le gare del WEC e ogni evento segna un record rispetto alla stagione precedente, complice anche il ritorno della Ferrari nella categoria e il ritorno d'immagine che ha generato. A partire dal prossimo anno, altri storici marchi torneranno nel mondo delle gare di durata: McLaren e Ford.

A Woking puntano molto sul progetto, tanto da aver rinunciato al campionato di Formula E per investire solo sull'endurance. “L'elettrificazione non è rilevante per le nostre macchine stradali al momento, mentre Le Mans è più importante nella nostra storia”, ha spiegato Zak Brown al podcast di The Race. “Noi siamo anche in IndyCar per consolidare la nostra presenza negli Stati Uniti, e in questo modo vogliamo essere più grandi dei nostri concorrenti in Formula 1. Siamo l'unico team che ha vinto la Tripla Corona e siamo l'unico a competere in tutte quelle gare, il WEC era il posto naturale per noi”.

Conclusa una prova di 30 ore

Test di 30 ore per l’hypercar della McLaren: continua la corsa al WEC

Il combattuto Mondiale Endurance si sta prendendo una lunga pausa, ma ricomincerà il 6 settembre con la 6H del COTA. Seguiranno poi le gare in Giappone, al circuito del Fuji, e in Spagna, per concludere poi a Monza l'8 novembre. Nel frattempo, la vettura della McLaren, gestita da United Motorsport, ha concluso lunghi test: la settimana scorsa è scesa in pista a Silverstone, in condizioni miste, mentre oggi ha terminato una run di 30 ore ad Aragon. Al volante si sono alternati cinque piloti: Mikkel Jensen, Laurens Vanthoor, Ben Hanley, Grégoire Saucy e Richard Verschoor.

Una prova ben più lunga della gara più importante, ossia la 24 Ore di Le Mans, intervallata da alcune soste per controllare che non ci fosse nulla di rotto. “Non siamo totalmente sicuri, ma non siamo neanche persi. L'obiettivo di questa prova è capire dove siamo. Abbiamo fatto dei piccoli cambiamenti alle sospensioni, ai sostegni e al raffreddamento”, ha detto James Barclay, responsabile del progetto. “L'obiettivo ora è capire cosa non va, correlarlo con il simulatore e vedere se tutte le operazioni, come le soste e il rifornimento, funzionano”. Il prossimo obiettivo di questo ambizioso programma è una run ben più lunga di 30 ore, anche se non ci sono informazioni certe. Nel frattempo, a Woking è arrivato anche un nuovo simulatore, che aiuterà a chiudere il divario tra pista e virtuale, per acquisire l'esperienza che i rivali già hanno.

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