Sono passati più di 12 mesi da quando la Red Bull ha licenziato Christian Horner, il suo storico e vincente team principal. Tra i vertici della squadra, però, tirava una brutta aria sin dall'anno precedente, quando il manager è stato accusato di molestie sessuali da parte di una collaboratrice; stando ad alcuni elementi raccolti nel paddock, avrebbe mandato messaggi e foto esplicite, minacciando di licenziarla in caso di rifiuto.
Il caso ha smosso le acque nell'intero gruppo Red Bull e Horner è andato a difendersi persino in tribunale. La corte britannica lo ha ritenuto innocente per ben due volte, ma per Mintzlaff e il resto della holding questo è stato il pretesto per far emergere dissapori politici ed economici nati tempo addietro e poi accompagnarlo alla porta. La donna, rimasta anonima, è stata allontanata dietro un compenso di circa 3 milioni di sterline e ha trovato un altro lavoro nell'ambito del motorsport.
Tuttavia, stando a quanto riportato dal tabloid The Sun, avrebbe perso anche questo secondo impiego. Il suo capo l'avrebbe licenziata per una "mancanza di discrezione" mentre stava per imbarcarsi su un volo diretto all'Hungaroring. Dall'Inghilterra, poi, è arrivato un altro rumour secondo il quale Horner si sentirebbe vendicato. La verità di quanto accaduto è ancora dietro una cortina di fumo e probabilmente non uscirà mai. Nel frattempo, il team principal sta progettando di ritornare in Formula 1, in un ruolo che rimane misterioso.