Horner, il chiarimento che punge la Ferrari: «Voglio vincere, non soltanto partecipare»
13/10/2026 09:15:00 Tempo di lettura: 3 minuti

Ultimamente sembra esserci un mantra ricorrente quando si parla della Ferrari: un marchio storico, affascinante, ma lontano dalla vittoria. Lo aveva detto chiaramente Max Verstappen, commentando l'ipotesi di un suo futuro trasferimento a Maranello, e adesso lo ribadisce, seppure in maniera indiretta e forse ancora più provocatoria, Christian Horner. L'ex team principal Red Bull, intervistato da The Guardian, ha chiarito alcune sue recenti dichiarazioni sul fascino della Scuderia, spiegando perché un suo approdo in Ferrari sia tutt'altro che probabile e quali condizioni potrebbero convincerlo a tornare in Formula 1.

Horner ha innanzitutto ridimensionato le interpretazioni delle sue precedenti parole su un ingaggio da parte della Ferrari, che aveva definito come un "lavoro da sogno".

«Quelle dichiarazioni sono state estrapolate dal contesto. La Ferrari è il marchio più importante della Formula 1, la squadra con la storia più prestigiosa», ha spiegato, commentando poi anche il lavoro dell'attuale team principal:

«Fred Vasseur è un dirigente esperto e ha fatto un lavoro discreto. Io, più di chiunque altro, conosco le pressioni che comporta dirigere un'organizzazione competitiva».

Il vero ostacolo a un eventuale approdo a Maranello, tuttavia, non sembra essere soltanto la presenza di Vasseur. Horner ha infatti ribadito di voler tornare in Formula 1 esclusivamente attraverso un progetto nel quale possa avere una partecipazione nella proprietà e persone realmente ossessionate dalla vittoria.

«Ho accumulato capitali importanti per valutare la mia prossima mossa nello sport. Vorrei che fosse legata a una quota di proprietà, e la Ferrari non venderà certo delle azioni. [...] Tornare non è una necessità. Lo farei soltanto con le persone giuste, che condividano la volontà di vincere. Non tornerei mai soltanto per partecipare».

Horner ha anche ammesso che potrebbe non tornare mai più in Formula 1.

«Assolutamente, è possibile. Ma se non dovessi tornare, ho comunque avuto una carriera straordinaria. Ho vinto una gara ogni quattro disputate e ottenuto 287 podi in 405 Gran Premi».

L'ex responsabile Red Bull non ha però perso interesse per la competizione. «Mi mancano le persone, la squadra e la competizione. Amo ancora questo sport, ma non mi mancano i viaggi e la politica».

La sua intenzione è attendere senza fretta, valutando eventuali opportunità nei prossimi mesi o anni. «Sono felice di restare fuori dalla Formula 1 e vedere quali possibilità si presenteranno».

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